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StenopeiKa 6×6 Light Professional: una stenopeica da passeggio

18 Giu

Se mi seguite, anche da poco, sapete che tra questo blog e StenopeiKa è nata una collaborazione che mi dà la possibilità di provare alcuni modelli di fotocamere stenopeiche costruite dalle sapienti mani di Samuele Piccoli e, ovviamente, di divertirmi come una matta. Durante questo maggio “marzolino”, ho potuto giocare con la StenopeiKa 6×6 Light Professional, che ho avuto la fortuna di testare in anteprima. Che bello fare da cavia per queste cose!

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La Stenopeika appena arrivata a casa

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Holga my dear & StenopeiKa

8 Mag

Non potrei essere più felice, cari amici. Sì, perché per me è davvero un piacere e una grandissima soddisfazione annunciarvi la mia collaborazione con StenopeiKa!

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La settimana scorsa mi è arrivata una email in cui Samuele Piccoli, la mente e le mani di StenopeiKa, si presentava e mi proponeva una mia partecipazione al progetto. Credo sia inutile dirvi con quanto entusiasmo ho risposto. Il motivo della mia contentezza sta nel fatto che seguo il lavoro di Samuele da molto tempo e ho sempre voluto fortemente giocare con almeno uno dei suoi capolavori artigianali. Sul sito ci sono diversi tipi di macchine stenopeiche in legno che Samuele ha ideato e costruito, dal piccolo al grande formato, passando per la stereo 135, la 120 anamorfa (!!) fino a “PrototiPO“, il banco ottico low-cost costruito con la collaborazione di Alan Marcheselli per il nuovo Impossible Partner Store di Maranello!

Trovo che l’attività di Samuele sia molto interessante per diversi motivi. Prima di tutto, il fatto di avere a che fare con la fotografia stenopeica, per la quale – come avete avuto modo di capire dai miei ultimi post – ho un debole anche se non con risultati sempre eccellenti (…). In secondo luogo, è un prodotto completamente ideato e prodotto in Italia, a Pistoia (ah, la natia terra!). Ma c’è un aspetto in particolare, per me più importante e che vale la pena di essere sottolineato: la passione. Mi ha molto colpito, infatti, questa intervista che Samuele ha rilasciato ai ragazzi di Belin Photo Cafè, in cui spiega come si è avvicinato al mondo del foro stenopeico, come realizza le sue macchine e, soprattutto, perché:

Voglio sgomberare il campo da equivoci: questo non è il mio lavoro, è la mia grande passione e mi piacerebbe che diventasse qualcosa di più, ma come hai giustamente fatto notare è un prodotto di nicchia nella nicchia!!! Spesso vengo invitato ai vari fotoclub presenti sul territorio e le prime reazioni sono generalmente di stupore/meraviglia/incredulità, dopo una mezz’ora scatta la domanda su cosa ne penso della fotografia stenopeica sul digitale e alla fine entra un signore con il camice bianco e una camicia con le maniche molto lunghe! 🙂
Essendo la mia passione, e avendo creato tutto dal nulla, è normale che ci metta anima e corpo e cerco di dare il massimo, anche se devo dire che questo mi viene naturale. Molti clienti infatti sono diventati amici forse proprio per questo spirito “easy” che riesco a trasmettere e che la fotografia stenopeiKa in fondo è.

Per me questo è fondamentale e trovo che non ci sia niente di più bello e romantico di un qualcosa costruito sulla creatività e sulla voglia di farlo nel migliore dei modi, con tutta la naturalezza che la passione regala in questi casi.

La collaborazione prevederà test di nuove macchine StenopeiKa e qualcosina in più, ma non vi anticipo nulla. Io, ovviamente, sono eccitatissima … come potrei non esserlo?!

Rimanete allora su queste frequenze, cari amici!

København’s postcards – pt.II

3 Apr

Cari amici, passata bene la Pasqua? Io sono tornata dai miei e, ovviamente, ho fatto il pieno di cioccolato e di cucina italiana, che non guasta mai. Direi che un po’ di moto ci sta, voi che dite?

Riprendiamo allora la passeggiata nella bellissima København da dove l’avevamo lasciata. Come vi avevo promesso nella prima parte, vi mostro le immagini della Sirenetta di Andersen, ancora il porto, i canali e il centro, dove ho beccato per caso una parata, il cui passaggio è stato immortalato praticamente da tutte le persone presenti. Mi piace tantissimo il contrasto delle divise e dei cartelloni pubblicitari con le modelle, lì per lì non ci avevo nemmeno pensato.

Fotografare la famosa statua della Sirenetta, invece, è stata un’impresa, tanta era la gente. Inoltre, anche se dalla foto con l’xpro non sembra, la luce era veramente poca e avevo decisamente timore che la Holga mi abbandonasse in quel momento. Per fortuna, tutto è andato per il meglio, il mio errore di sviluppo dà anche più personalità allo scatto. Come si fa a non voler bene alla Holga?

In ultimo, c’è anche l’unica foto che ho scattato fuori Christiania, se la ingrandite, si vede anche la scritta di benvenuto (mentre da dentro, era una cosa tipo: “state per tornare all’inferno”!). Nel post precedente vi avevo detto che nel quartiere non si possono fare fotografie e io ho fatto la brava bambina (ma ho rosicato!).

Non nascondo che mi piacerebbe tornare nella capitale danese, anche solo per gustare uno dei tantissimi dolci dei forni antichi sparsi per le vie, nel cuore della città (sì, sto sempre a mangiare, lo so). Il mio rimpianto più grande, forse, è di non aver fotografato affatto i tanti edifici di architettura moderna che si sposano alla perfezione con i palazzi antichi. Ho fatto qualche foto con il mio telefono elegante, ma non è questo il luogo per mostrarvele. Le ho pubblicate nel mio profilo di EyeEM. Se ci siete anche voi, followatemi (anche se, devo esser sincera: fare foto con il cellulare mi annoia un po’).

Vi avevo parlato del fatto che la Belair ha quel famoso problemino di riavvolgimento della pellicola? Bene, credo di aver trovato la soluzione, spero di provarla a breve! Vi faccio sapere. Nel frattempo, eccovi le foto. Spero che queste “cartoline” che vi ho “spedito” vi facciano venire la voglia di organizzare un bel viaggio a Copenhagen.

Belair - Lomography xpro slide 200 @400 - xpro

Belair – Lomography xpro slide 200 @400 – xpro

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zu Fuß durch Berlin – pt.V

27 Mar

Continuo con la serie zu Fuß durch Berlin, se di “serie” si può parlare. Progetto? Forse. Più semplicemente, si tratta di una raccolta di foto scattate per le strade di Berlino. Eccovene altre, alcune già pubblicate in un post precedente:

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Lomography Belair X – Lomography CN 400 ISO

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København’s postcards – pt.I

21 Mar

All’inizio di febbraio, ho finalmente “consumato” il mio regalo di natale: due intensi giorni a Copenhagen. La capitale danese non è troppo distante da Berlino, solo un’ora scarsa di aereo e si è già all’areoporto-più-figo-del-mondo-con-il-pavimento-in-legno. È una città piuttosto piccola e in due giorni si riesce a girare bene, soprattutto a piedi. Ho camminato tanto e, con me, le mie compagne: l’immancabile Holga, la nuova Belair e la fidata LC-Wide. Ho portato con me anche la Polaroid SX-70, ma è rimasta nel mio zaino, poverina. Troppo freddo per lei e per le pellicole della Impossible (no, ancora devo provare le nuove Color Protection, pare che non risentano delle basse temperature).

Ovviamente, in due soli giorni, ho visitato i luoghi più famosi: il porto vecchio Nyhavn, il teatro sull’acqua, il castello, i canali, la tanto famosa quanto odiata statua della Sirenetta e il folkloristico quartiere di Christiania. Devo essere sincera con voi: ho girato e fotografato con gli occhi della turista. Copenhagen è così graziosa che … è inevitabile fare foto-cartoline. Il posto per me più interessante è stato Christiania, dove è nata la comunità hippie più famosa d’europa. Purtroppo, non è gradito scattare foto all’interno e non ho potuto riportare testimonianze. Un gran peccato perché proprio in quel momento era venuta fuori una luce magnifica …

Veniamo ai dati tecnici. Per il colore, ho optato per il cross-process. Nella Belair, ho usato la Lomography xpro slide 200 e nella LC-Wide, la bellissima Elitechrome. Piccola parentesi: avete firmato la petizione affinché la Kodak riprenda la produzione delle sue diapositive?

Per il bianco e nero, invece, mi sono affidata alla Lomography Lady Grey che, purtroppo, in fase di caricamento nella tank ha preso luce e si è velata, trasformando tutte le immagini con i pallini della carta del 120. Colpa mia, è stato un incidente, pazienza.

Le foto che veramente mi piacciono sono quelle fatte con la LC-W, delle quali ho anche le stampe del laboratorio dove ora porto a sviluppare i miei rulli. Per la prima volta in vita mia, devo averlo scovato particolarmente efficiente, perché le loro scansioni sono davvero meravigliose, al contrario delle mie. E pensare che è un servizio di un negozio di articoli per la casa e costa solo 2,55 €!

Il rullo della Belair, invece, ha riportato dei lightleaks dovuti al problema del riavvolgimento di cui vi avevo accennato, che devo risolvere in qualche modo. Qualche consiglio?

Bene, basta con tutte queste chiacchiere, eccovi le foto. In questa prima parte, vi mostro la København del porto e dei canali.

Belair  - Lomography xpro slide 200 @400 - xpro

Belair – Lomography xpro slide 200 @400 – xpro

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Lomochrome purple

19 Feb

Come ho scritto qualche giorno fa su Fb, me le hanno comprate e non ho opposto alcuna resistenza. È andata più o meno così: “dai, te le prendo” – “nooooo … ma non serve … le prenderò poi … dai, lascia st … ooooook, grazie“. Di cosa sto parlando? Delle nuovissime pellicole della Lomography, le Lomochrome Purple.

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Pare che l’azienza viennese voglia mettere in commercio una nuova gamma di pellicole ideate e “prodotte” da loro (nel senso che non esiste una fabbrica Lomography, ma si vocifera che abbiano acquistato i macchinari della Lucky, un’azienda cinese di pellicole notoriamente … scadenti). Per ora, sono state lanciate in anteprima queste Lomochrome Purple. Non vi pare una mossa commerciale diabolica quella della prevendita scontata? Per provarle dovrò aspettare solamente … cinque mesi. Continua a leggere

Lomography Belair X 6-12, che ve lo dico a fare?

3 Gen

<pistolotto>Ed eccoci qui, il primo post del 2013. Non pubblicherò le statistiche che i folletti di WordPress hanno calcolato per me, non farò nessun buon proposito, nemmeno che riguardi la fotografia, il blog, e cose di questo genere. La confusione, meine Freunde, è ancora tanta nella mia testa. Il 2012, se mi avete seguito un poco, è stato un anno decisamente fuori dal normale per me e credo proprio che quest’anno nuovo lo sarà altrettanto. Cosa farò?  Avrà senso quello che farò? Ma soprattutto, farò finalmente qualcosa? Queste domande affollano la mia mente bacata da molti mesi, ormai, in un caotico mix di tedesco, inglese e italiano. Ho un’unica speranza: fare tantissime esperienze, belle o brutte, ma che mi facciano crescere e diventare una donnetta forte e risoluta, con le idee chiare (poter fare delle affermazioni del genere e crederci veramente è ciò che amo di più dei primi giorni di gennaio. Se non ci fossero, dovrebbero inventarli!).</pistolotto>

Bene, dopo le futili ciance dell’anno nuovo, veniamo al nocciolo della questione: la Belair. L’ho provata? Sì. Mi è piaciuta? Certo, che ve lo dico a fare? Anche se …

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