Tag Archives: Impossible

Beelitz Heilstätte

15 Apr

Questa serie è capitata veramente per caso. «Andiamo a fare delle pola, ti va?», ho detto. Dopo poco eravamo sul treno per Beelitz Heilstädtte, una località appena fuori Berlino, sede di un sanatorio – tedesco prima e sovietico poi – ormai abbandonato da anni. La storia è abbastanza famosa e, se non la conoscete, leggetevi questa pagina su Abandoned Berlin in proposito. Tra i pazienti illustri di questo ospedale, un Hitler zoppo nel 1916 e un Honecker messo piuttosto male nel 1990, anno in cui ha definitivamente chiuso l’intero complesso.

Nello zaino avevo: la Polaroid Land Camera 320, un pacco di peel-apart Chocolate scadute nel 2009 che non speravo nemmeno funzionassero e la Polaroid SX-70 con le Impossible Silver Shade PX600 UV+ Black Frame (con aggiunta di filtro ND).

Tutto qui, non ho molto altro da aggiungere. Vorrei dire che è un posto davvero inquietante e spettrale, ma il gruppo di turisti con la guida tedesca che ho cercato di seminare per tutto il tempo mi hanno rovinato la festa. By the way, spero di incuriosirvi almeno un po’ con queste pola, che pubblico così, con i loro difetti.

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zwei Tage in Berlin! – pt. 2

2 Mag

Eccoci alla seconda ed ultima parte del mio progetto zwei Tage in Berlin! Come vi avevo promesso nella prima parte, pubblico le foto che ho scattato ai resti del muro a Friedrichshein. Questa porzione di muro di circa 1,3 km è completamente dipinta da artisti provenienti da tutto il mondo, le cui opere inneggiano alla pace e alla fine di un’era di divisioni. L’ho trovato un luogo molto suggestivo, al pari del memoriale dell’Olocausto, nonostante la vivacità dei colori e dei messaggi.

Bon, basta chiacchiere, questo è quello che ho catturato (se ti chiami i k o e stai leggendo, questo post spoilera impudentemente le foto che intendo pubblicare in questi prossimi giorni su flickr, poi non dire che non ti avevo avvertito).

LOMO LC-A – Lomography xpro slide 200 @ 400 – xpro – East Side Gallery I

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zwei Tage in Berlin! – pt. 1

20 Apr

Questo ultimo periodo me ne succedono di tutti i colori e, tra i mille impegni, aspetto che arrivi una svolta. In tutto questo, lo scorso fine-settimana mi sono presa una piccola pausa e sono andata a Berlino a trovare la mia dolce metà. Ovviamente, mi sono portata dietro le mie fotocamere preferite: Holga 120 GN, LOMO LC-A e Polaroid SX-70, come da copione.

Il tempo è stato incerto fino al giorno stesso in cui sono partita, per questo motivo ho pensato di portare con me pellicole adatte a nuvoloni grigi: una Tri-x 400 per la Holga; una Lomography xpro slide 200 da esporre a 400 e le PX600 UV+ (e un pacco di PX100 UV+ di scorta, non si sa mai). Indovinate? Sole e caldo. Benissimo. Non mi sono preoccupata tanto per la LC-A e per la SX-70, che hanno i loro esposimetri interni, quanto più per i diaframmi e tempi della Holga (della serie: “e mò, che me invento?“). Per questo, una volta tornata a casa, ho sviluppato la Tri-x 400 in R09 1+50, considerandola una 200 ISO. In gergo, ho spinto la pellicola di una sensibilità maggiore ad una sensibilità minore. Si chiama “pull processing“. Questa volta, però, non so se stamperò le foto della Holga in camera oscura, come ho già fatto per il progetto PRAGUE IN LOW-FI, non ne sono proprio soddisfatta. Vedremo.

Al di là delle noiose informazioni tecniche, a Berlino ho visitato specialmente i luoghi più turistici, come la porta di Brandeburgo, il memoriale, Checkpoint Charlie, Potsdamer Platz, Alexanderplatz, Unter den Linden, ma sono letteralmente rimasta affascinata dal quartiere di Prenzlauer Berg, così tanto affascinata che non ho fatto nemmeno uno scatto. Sarà per la prossima volta, in fondo ho visto solo una piccolissima parte di una città così viva e dalle tante realtà. Rimando alla prossima volta anche una visita accuratissima dei mercatini con le cianfrusaglie della DDR (ce ne sono tantissimi la domenica); ogni bancarella sarà setacciata fino a che non trovo qualcosa di stuzzicante per la mia fame fotografica. Vi dico solo che ne ho visitato uno vicino all’isola dei musei davvero carino, dove ho lasciato gli occhi su una Agfa box camera che, prima o poi, sarà mia. HA!

Eccovi dunque il mio piccolo progetto-reportage, dal titolo zwei Tage in Berlin! (trad.: due giorni a Berlino!). Ho deciso di dividerlo in due parti: in questa, voglio mostrarvi le foto alla Kunsthaus Tacheles (posto meraviglioso e anche un po’ puzzolente) e al memoriale; nella seconda parte, il muro della East Side Gallery a Friedrichshein farà da protagonista assoluto.

Polaroid SX70 – PX600 UV+ – ND filter – Tacheles (how long is now? – black sky)

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TWTGE the fashion issue

5 Apr

Avvertenza: questo è un post ad alto contenuto di gongolamento. Eh, lo so. Con tutto il trambusto del Photoshow, segnalo solo ora che sul nuovo numero di TWTGE, da pagina 190 a pagina 197, c’è una mia intervista sul progetto di PRAGUE IN LOW-FI! (Cliccate sulla copertina)

L’intervista è in inglese, ma la pubblico anche in italiano qui sotto. Vi invito caldamente a leggerla nella rivista, dove troverete anche tante bellissime fotografie inerenti al tema della moda, una simpatica guida illustrata su come NON utilizzare il flash e molto altro succoso materiale! Continua a leggere

PHOTOSHOW 2012: il mio resoconto

3 Apr

Si è appena concluso il Photoshow di Roma e ho proprio voglia di fare un po’ il resoconto di queste giornate intense, ma piene di emozioni per una instant-lover come me. Tre giorni immersa nella fotografia istantanea, accanto a persone esperte dalle quali poter imparare davvero molto. Ma i ringraziamenti li lascio per dopo, ora fatemi raccontare un po’ …

Venerdì 30 marzo sono arrivata tutta emozionata e poco consapevole di quello che sarebbe successo allo stand della Impossible.

© Carmen Palermo

Allestimento essenziale ed elegante: pareti nere, la scritta IMPOSSIBLE, una vetrina con diverse macchine e pellicole e un grosso tavolo che prometteva molte cose che di lì a breve si sarebbero realizzate, grazie ai ragazzi di Polaroiders.it: lift-off, trasparencies, recupero negativi, e tanto altro. Non solo, ma appena sono arrivata, l’accoglienza è stata subito piacevole! Mi sono ritrovata tra le mani una Polaroid 600 carica, con la sola raccomandazione di Alan Marcheselli e Carmen Palermo: “Silvia, scatta più che puoi e buon divertimento”.

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