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MiNT Lens set per SX-70: ed è amore all’istante.

6 Ago

Sono in ferie! [applausi scroscianti e urla] Quindi, eccomi qui a parlarvi di un giocattolino che mi sono procurata niente meno che lo scorso Natale. Sì, perché io, oltre a non avere più tempo libero, sono anche molto pigra. Succede.
Dicevo, oggi vorrei parlarvi del Set di filtri e lenti per Polaroid SX-70, che trovate in vendita sullo shop della Impossible Project a circa 70-80 €. Il kit è ideato e prodotto da MiNT, un’azienda di Hong Kong che, da qualche anno a questa parte, ha cominciato a produrre sia accessori per Polaroid che macchine fotografiche istantanee (per esempio, l’ultima uscita è una reflex biottica istantanea!). Qualche tempo fa, mi ero fatta regalare anche il flash per SX-70 e ve ne avevo parlato qui.

Il Lens Set in questione è composto da: 1 filtro ND per poter utilizzare le pellicole 600 (colore o BN) sulla vostra SX; 1 filtro giallo K2, da utilizzare con il bianco e nero; 1 filtro blu 80B, da utilizzare con il colore; 1 lente close-up 12 cm e 1 lente fisheye.

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Triple esposizioni con la Land Camera a Santa Barbara

8 Giu

È sempre bello quando l’estate si avvicina: si pensa alle vacanze, ci si veste leggeri, si apprezza il primo caldo. Questo succede quando non si vive in una città dal clima schizofrenico come San Francisco. Maggio? Nebbia, vento e freddo, tutti i santissimi giorni. Io, poi, mi ammalo praticamente ogni due settimane. Per sfuggire a tutto ciò, qualche weekend fa ho deciso di andare a sud a cercare temperature più alte e mi sono diretta a Santa Barbara. Con me avevo la Land Camera 320 con cinque scatti di un pacco di Fuji FP100c che vegetava là dentro da più di un anno!

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Santa Cruz e la mia nuova polaroid SX-70: INSTANT LOVE

12 Mag

Ah, Santa Cruz. Quando parlo di Santa Cruz mi vengono gli occhi a cuoricino, come un’ebete. Non capisco bene la ragione, è un posto molto, anzi estremamente kitsch e turistico: c’è l’oceano ovviamente, un piccolo molo dove i leoni marini si riposano, la spiaggia sulla baia, la boardwalk con il luna park e il faro. Sono qui da meno di un anno, ma sono stata a Santa Cruz già ben quattro volte e ci tornerei sempre. Mi rimette in pace con il mondo, nonostante la ressa della domenica, i bambini, i bagnanti, la confusione. Mah, come si dice?, al cuore non si comanda.

Come sapete già, la mia Polaroid SX-70 Sonar One Step mi ha abbandonato qualche mese fa. Superato il lutto, ho deciso che era ora di acquistarne una “nuova”. Mi sono lasciata convincere, come se ce ne fosse davvero bisogno, dalla bellezza della classica Polaroid SX-70. L’ho cercata e trovata sulla piattaforma di etsy, praticamente immacolata, custodia inclusa. Se volete saperne di più su quel capolavoro che è la SX-70, ne ho parlato anni fa qui.

😍😍😍 sunset and Polaroid!! #polaroid #sx70 #sunset #etsy #love

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Quale occasione migliore di testarla se non la piccola gita a Santa Cruz di qualche settimana fa?

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Viaggi in Lo-Fi: in mezzo al deserto della Death Valley – pt. 1

27 Dic

Buone Feste cari amici! State mangiando? Io sto praticamente facendo scorta per i prossimi sei mesi, visto che sono tornata a casa dai miei. Dovete scusarmi ma ultimamente sono stata impegnata e ho aggiornato poco questo spazio. Oggi però voglio rimediare e aggiungere un luuunghissimo capitolo dei miei viaggi in Lo-Fi! Alè!

Per il lungo weekend del Ringraziamento, s’è deciso di prendere una macchina e affrontare uno dei road trip californiani più classici: la Death Valley, il deserto californiano ai confini con il Nevada. Dopo 9 noiosissime ore di macchina, in cui manco il brivido di cambiare marcia è concesso, si arriva in queste lande desolate che, agli occhi di una che viene dai paesaggi umidi della piana reatina, sembrano semplicemente incredibili, da film. Sono quasi sei mesi che sono negli USA e ancora non riesco ad abituarmi all’idea che NON mi trovo in un set cinematografico (nel bene e nel male, capiamoci).

#hyperlapse #deathvalley #roadtrip

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Strade lunghissime e drittissime si perdono in mezzo a catene montuose tipiche dei paesaggi del Far West duro e puro. Nel vostro cammino, potreste incontrare: Wile E. Coyote e Beep Beep, tarantole, serpenti a sonagli, città abbandonate, vecchie miniere, bacini prosciugati che si trovano a km sotto il livello del mare, senza dimenticare le classiche balle di erba secca che rotolano indisturbate lungo la strada (vi giuro, ho inchiodato quando ne ho vista una). Insomma, uno dei viaggi più estremi che mi sia mai capitato di fare!

Dal punto di vista fotografico, è stato un viaggio meno “lo-fi” del solito, perché nel mio carissimo zaino c’era anche dell’artiglieria pesante, in tutti i sensi. Mi sono detta: stavolta non dovrò camminare granché, sarò comodamente seduta in macchina senza preoccuparmi di rimanere nei limiti di peso di nessuna compagnia aerea. Vive la liberté! Continua a leggere

Keep on truckin’ in San Fran – pt. 1

20 Ott

Urrà, una nuova “serie” per la rubrica “Viaggi in Lo-Fi“! Così com’è stato per Berlino, sarà più un contenitore che una vera e propria serie. Insomma, quando vedrete il titolo “keep on truckin’ in San Fran“, sapete cosa aspettarvi. Vi racconterò un poco anche degli scatti, cosa ho usato, dove mi trovavo e più o meno gratuitamente anche cosa pensavo.

Sono scatti alla rinfusa che ho cominciato a pubblicarli anche su Flickr perché non vedevo l’ora di metterli da qualche parte. Se mi seguite da qualche tempo, sapete benissimo che il Disordine è la mia personalissima regola di vita, sicuramente coadiuvata da questo pellegrinare in giro per il globo. Così ogni tanto penso: “devo fare una serie con ‘sta roba … sì, ma non ha né capo né coda … ok, le pubblico ugualmente” (per poi pensare subito dopo che tutto questo non ha senso alcuno e che sarebbe meglio investissi il mio tempo in altri modi). Tra Flickr e Tumblr non so dove regni più caos, ma tant’è.

Sono sicura che qualcuno di voi si starà chiedendo cosa vuole dire il titolo. Si chiama truckin’ un tipo di camminata che mi ha sempre fatto ridere, ha origini in America negli anni ’70 e consiste nel camminare con lunghi passi mantenendo il corpo indietro e molleggiandosi sulle ginocchia.

Ecco, immaginatemi camminare così, per le strade di San Francisco. Camminare e fare foto – facendo finta che sia casa.

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metti una pinoroid a casa, in un pinhole day di pioggia qualsiasi

27 Apr

Com’è stato il vostro pinhole day, cari amici? Come l’anno scorso, ero partita con tanti progetti, una visita a Roma con lo zaino in spalla, ma il mal tempo e i pellegrini hanno decisamente rovinato i miei piani. Le condizioni atmosferiche quest’anno sembrano essere più clementi in Germania piuttosto che in Italia. Io ovviamente sono tornata a casa ma non mi sono persa d’animo e ho rispolverato la mia carissima Pinoroid DIY, la polaroid istantanea ricavata da una Colorpack III, di cui vi avevo parlato su Frankenphotography qualche anno fa. Ancora quattro scatti erano là ad aspettarmi e una rosa tutta spampanata ha solleticato in me un po’ di voglia di fare. E così, mi sono ingegnata per cercare di (è proprio il caso di dirlo) “cavare un ragno dal buco” per questa giornata!

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Polaroid Spectra System, la polaroid ganza

4 Feb

Insieme alle 600, le Polaroid Spectra System sono tra le fotocamere istantanee più diffuse al mondo, per una semplice ragione: sono molto facili da usare grazie all’autofocus, al flash integrato e all’esposizione automatica. Mi ricordo che erano dei gran bei regali di comunione durante gli anni ’90, insieme allo stereo della Sony o al Super Nintendo. Tutti ce l’avevano, tranne me. Ma di questo vi avevo già parlato tempo fa.

Fonte immagine: Camerapedia

Fonte immagine: Camerapedia

Fonte immagine: Camerapedia

Il fatto è che le Polaroid Spectra System sono ganze (visto che sto richiamando gli “anni ’90”, rispolvero questo aggettivo). C’è poco da fare. Prima di tutto, il formato delle foto non è quello classico quadrato 3×3, ma un fantastico 3×2 (come una foto standard su 35mm!). In secondo luogo, la messa a fuoco con il mitico sonar, cioè attraverso gli ultrasuoni, è una cosa che mi ha sempre fatto impazzire.  Continua a leggere

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