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Keep on truckin’ in San Fran – pt. 1

20 Ott

Urrà, una nuova “serie” per la rubrica “Viaggi in Lo-Fi“! Così com’è stato per Berlino, sarà più un contenitore che una vera e propria serie. Insomma, quando vedrete il titolo “keep on truckin’ in San Fran“, sapete cosa aspettarvi. Vi racconterò un poco anche degli scatti, cosa ho usato, dove mi trovavo e più o meno gratuitamente anche cosa pensavo.

Sono scatti alla rinfusa che ho cominciato a pubblicarli anche su Flickr perché non vedevo l’ora di metterli da qualche parte. Se mi seguite da qualche tempo, sapete benissimo che il Disordine è la mia personalissima regola di vita, sicuramente coadiuvata da questo pellegrinare in giro per il globo. Così ogni tanto penso: “devo fare una serie con ‘sta roba … sì, ma non ha né capo né coda … ok, le pubblico ugualmente” (per poi pensare subito dopo che tutto questo non ha senso alcuno e che sarebbe meglio investissi il mio tempo in altri modi). Tra Flickr e Tumblr non so dove regni più caos, ma tant’è.

Sono sicura che qualcuno di voi si starà chiedendo cosa vuole dire il titolo. Si chiama truckin’ un tipo di camminata che mi ha sempre fatto ridere, ha origini in America negli anni ’70 e consiste nel camminare con lunghi passi mantenendo il corpo indietro e molleggiandosi sulle ginocchia.

Ecco, immaginatemi camminare così, per le strade di San Francisco. Camminare e fare foto – facendo finta che sia casa.

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Vienna, ricordi di un’estate. (post lungo e sentimentale sulle pellicole trattate)

12 Apr

Un altro post per i miei “viaggi in Lo-Fi“, anche se parlare di Vienna e dei sei mesi passati là, è davvero difficile. Non è stata, per me, una decisione presa a cuor leggero e riesco a realizzare solo un poco alla volta. Non sono notoriamente una donna impavida e Vienna è stata, in assoluto, la scelta più coraggiosa che io abbia mai fatto. Ci sono stati momenti duri, di grande nostalgia. Al di là del lavoro, ciò che porterò per sempre dentro sono le persone: Lisa, Carolina, Claudia, Mariana e Denise sono state la mia famiglia, per quei mesi. Sono cambiata profondamente e certamente arricchita da questa esperienza, ma avevo bisogno di un po’ di tempo per poterne scrivere con il sufficiente distacco. Anche se, rileggendo queste poche righe, già vedo la deriva sentimentalista che prende piede.

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Claudia, Lisa e io.

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Moin Moin, Hamburg!

1 Apr

Inauguro oggi la rubrica “viaggi in Lo-Fi” in cui ho aggiunto anche gli altri miei vecchi progetti come quello di Praga, Copenhagen e Berlino. Questa volta voglio portarvi ad Amburgo, una meta abbastanza insolita che sicuramente non vi farà mancare le atmosfere underground e indipendenti di altre capitali europee.

Sono stata ad Amburgo in un weekend di fine gennaio, quando il gelo, la neve e – soprattutto – la pioggia erano ancora una realtà. Mi piace molto viaggiare in inverno, nonostante il freddo e le poche ore di luce, per riuscire ad avere un giudizio quanto più possibile oggettivo sulle città che mi capita di visitare. Come dire, con il sole sarebbe tutto troppo facile (…)!

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LC-Wide – Kodak Elitechrome 100 @200 ISO – Cross Process (dal treno)

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Una primavera a Berlino

10 Giu

Vi ricordate quest’inverno, quando vi ho parlato dell’aereoporto di Tempelhof, con la bufera di neve? Ci sono tornata, all’inizio di Maggio, in una bellissima domenica di sole con la mia LC-Wide e la Agfa Clack e ho scoperto tutt’un altro posto.

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Lomography Color Sunset Strip in E6: I want more!

4 Giu

Questa primavera è completamente impazzita, mi sembra passato un secolo da quando ho scattato il mio rullo di prova della Color Sunset Strip Xpro 100 della Lomography, regalatomi dall’amica Pretty in Mad che ringrazio tantissimo (ogni tanto ci scambiamo pellicole da provare!). Ebbene, invece era esattamente un mese fa, c’era il sole, c’era il caldo, c’era la Sunset Strip dentro la mia LC-Wide che voleva esser testata. Ora, solo pioggia, pioggia, pioggia.

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La Diana Mini e le stampe in formato quadrato

11 Apr

Possiedo la Diana Mini da qualche anno ormai e, come molti di voi sapranno, è stata la mia primissima toycamera in assoluto ed è proprio grazie a lei che è cominciato tutto. Tuttavia, non è di questo che voglio parlare in questo post. Molto spesso – e vi ringrazio tanto per tutto questo affetto e fiducia! – alcuni di voi mi scrivono e mi fanno domande inerenti alla Diana Mini. Più di una volta mi è stato chiesto, specialmente da chi si è trovato a decidere se la Mini potesse diventare o meno la propria compagna di avventure: come vengono le stampe?

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København’s postcards – pt.II

3 Apr

Cari amici, passata bene la Pasqua? Io sono tornata dai miei e, ovviamente, ho fatto il pieno di cioccolato e di cucina italiana, che non guasta mai. Direi che un po’ di moto ci sta, voi che dite?

Riprendiamo allora la passeggiata nella bellissima København da dove l’avevamo lasciata. Come vi avevo promesso nella prima parte, vi mostro le immagini della Sirenetta di Andersen, ancora il porto, i canali e il centro, dove ho beccato per caso una parata, il cui passaggio è stato immortalato praticamente da tutte le persone presenti. Mi piace tantissimo il contrasto delle divise e dei cartelloni pubblicitari con le modelle, lì per lì non ci avevo nemmeno pensato.

Fotografare la famosa statua della Sirenetta, invece, è stata un’impresa, tanta era la gente. Inoltre, anche se dalla foto con l’xpro non sembra, la luce era veramente poca e avevo decisamente timore che la Holga mi abbandonasse in quel momento. Per fortuna, tutto è andato per il meglio, il mio errore di sviluppo dà anche più personalità allo scatto. Come si fa a non voler bene alla Holga?

In ultimo, c’è anche l’unica foto che ho scattato fuori Christiania, se la ingrandite, si vede anche la scritta di benvenuto (mentre da dentro, era una cosa tipo: “state per tornare all’inferno”!). Nel post precedente vi avevo detto che nel quartiere non si possono fare fotografie e io ho fatto la brava bambina (ma ho rosicato!).

Non nascondo che mi piacerebbe tornare nella capitale danese, anche solo per gustare uno dei tantissimi dolci dei forni antichi sparsi per le vie, nel cuore della città (sì, sto sempre a mangiare, lo so). Il mio rimpianto più grande, forse, è di non aver fotografato affatto i tanti edifici di architettura moderna che si sposano alla perfezione con i palazzi antichi. Ho fatto qualche foto con il mio telefono elegante, ma non è questo il luogo per mostrarvele. Le ho pubblicate nel mio profilo di EyeEM. Se ci siete anche voi, followatemi (anche se, devo esser sincera: fare foto con il cellulare mi annoia un po’).

Vi avevo parlato del fatto che la Belair ha quel famoso problemino di riavvolgimento della pellicola? Bene, credo di aver trovato la soluzione, spero di provarla a breve! Vi faccio sapere. Nel frattempo, eccovi le foto. Spero che queste “cartoline” che vi ho “spedito” vi facciano venire la voglia di organizzare un bel viaggio a Copenhagen.

Belair - Lomography xpro slide 200 @400 - xpro

Belair – Lomography xpro slide 200 @400 – xpro

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København’s postcards – pt.I

21 Mar

All’inizio di febbraio, ho finalmente “consumato” il mio regalo di natale: due intensi giorni a Copenhagen. La capitale danese non è troppo distante da Berlino, solo un’ora scarsa di aereo e si è già all’areoporto-più-figo-del-mondo-con-il-pavimento-in-legno. È una città piuttosto piccola e in due giorni si riesce a girare bene, soprattutto a piedi. Ho camminato tanto e, con me, le mie compagne: l’immancabile Holga, la nuova Belair e la fidata LC-Wide. Ho portato con me anche la Polaroid SX-70, ma è rimasta nel mio zaino, poverina. Troppo freddo per lei e per le pellicole della Impossible (no, ancora devo provare le nuove Color Protection, pare che non risentano delle basse temperature).

Ovviamente, in due soli giorni, ho visitato i luoghi più famosi: il porto vecchio Nyhavn, il teatro sull’acqua, il castello, i canali, la tanto famosa quanto odiata statua della Sirenetta e il folkloristico quartiere di Christiania. Devo essere sincera con voi: ho girato e fotografato con gli occhi della turista. Copenhagen è così graziosa che … è inevitabile fare foto-cartoline. Il posto per me più interessante è stato Christiania, dove è nata la comunità hippie più famosa d’europa. Purtroppo, non è gradito scattare foto all’interno e non ho potuto riportare testimonianze. Un gran peccato perché proprio in quel momento era venuta fuori una luce magnifica …

Veniamo ai dati tecnici. Per il colore, ho optato per il cross-process. Nella Belair, ho usato la Lomography xpro slide 200 e nella LC-Wide, la bellissima Elitechrome. Piccola parentesi: avete firmato la petizione affinché la Kodak riprenda la produzione delle sue diapositive?

Per il bianco e nero, invece, mi sono affidata alla Lomography Lady Grey che, purtroppo, in fase di caricamento nella tank ha preso luce e si è velata, trasformando tutte le immagini con i pallini della carta del 120. Colpa mia, è stato un incidente, pazienza.

Le foto che veramente mi piacciono sono quelle fatte con la LC-W, delle quali ho anche le stampe del laboratorio dove ora porto a sviluppare i miei rulli. Per la prima volta in vita mia, devo averlo scovato particolarmente efficiente, perché le loro scansioni sono davvero meravigliose, al contrario delle mie. E pensare che è un servizio di un negozio di articoli per la casa e costa solo 2,55 €!

Il rullo della Belair, invece, ha riportato dei lightleaks dovuti al problema del riavvolgimento di cui vi avevo accennato, che devo risolvere in qualche modo. Qualche consiglio?

Bene, basta con tutte queste chiacchiere, eccovi le foto. In questa prima parte, vi mostro la København del porto e dei canali.

Belair  - Lomography xpro slide 200 @400 - xpro

Belair – Lomography xpro slide 200 @400 – xpro

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LC-Wide a 1600 ISO

12 Mar

Per fortuna lo scanner è arrivato, per cui torno a scrivere i bei (?) post di una volta … o preferite quando mi atteggio a Fashion Blogger? Io preferisco i panni della lomografara trapiantata in terra tedesca. A proposito di panni, che ne dite del nuovo tema del blog? Come mi cade sui fianchi? Secondo me, bene. Però è ancora provvisorio, quindi non v’abituate troppo.

Bene, cominciamo.

Da quando ho la LC-Wide, mi sono sempre chiesta con molta curiosità cosa avrei ottenuto utilizzandola a 1600 ISO, specie dopo aver letto questo post di Pretty in Mad. Mi sono decisa a farlo questo inverno che, per inciso, è stato il più buio degli ultimi 50 anni qui a Berlino. Mi sono detta: beh, questa mancanza di luce è perfetta per provare la LC-W ad un’alta sensibilità! Però il sole mi è mancato e continua a mancarmi assai, ma questa è un’altra storia.

Così, ho preso una Fuji Neopan 400 e ho impostato l’esposimetro a 1600. In pratica, ho eseguito quello che in gergo fotografico si chiama tiraggio o “push“. Grazie a questo procedimento, si ha la possibilità di trattare una pellicola di una certa sensibilità ad una più alta. Ovviamente, poi, in fase di sviluppo, bisogna ricordarsi a quale ISO si è eseguito il tiraggio, altrimenti si avranno foto sottoesposte, a seconda della latitudine di posa (cioè la capacità di una pellicola di tollerare gli errori di esposizione).

Al di là di queste noiose informazioni tecniche, ho optato per il tiraggio perché non avevo una pellicola 1600 ISO, ovviamente. Sapevo che avrebbe aumentato la grana della pellicola, ma la curiosità e la voglia di scattare anche senza il sole è stata più forte di me. Questo è quello che è venuto fuori:

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zu Fuß durch Berlin – pt.I

8 Ott

Voi non avete idea della quantità di foto che mi ritrovo dal mese che ho passato a Berlino. Una quantità spropositata. Ho ancora due rulli da finire, di cui uno spero abbia qualcosa di succoso. Il problema, però, è questo: come pubblicarle? Finora le sto mettendo su Flickr un po’ come mi gira, un giorno una, un giorno l’altra, senza avere bene in testa un’idea per un progetto. L’unica che m’è venuta è questa: zu Fuß durch Berlin – a piedi per Berlino. In fondo, tutto quello che ho fatto in quel mese è stato camminare. E fotografare ciò che vedevo, passo dopo passo.

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