La Diana Mini e le stampe in formato quadrato

11 Apr

Possiedo la Diana Mini da qualche anno ormai e, come molti di voi sapranno, è stata la mia primissima toycamera in assoluto ed è proprio grazie a lei che è cominciato tutto. Tuttavia, non è di questo che voglio parlare in questo post. Molto spesso – e vi ringrazio tanto per tutto questo affetto e fiducia! – alcuni di voi mi scrivono e mi fanno domande inerenti alla Diana Mini. Più di una volta mi è stato chiesto, specialmente da chi si è trovato a decidere se la Mini potesse diventare o meno la propria compagna di avventure: come vengono le stampe?

howto2

Stampare un rullino è una cosa che ho fatto molto poco all’inizio, a dire la verità. Ho acquistato il mio scanner per pellicole fin da subito, mi rendevo conto che spesso e volentieri le stampe delle mie fotografie erano davvero uno spreco di denaro, tanto erano tremendi brutti i risultati. Tuttavia, da quando ho acquisito un po’ più di confidenza, mi piace vedere i miei scatti anche su carta, invece che averli solo nell’hard disk. Ero sempre piuttosto scettica, però, proprio a proposito della Diana Mini e dei suoi differenti formati half-frame (24×17) e square (24×24), ma alla fine mi sono detta: riproviamoci!

I risultati sono stati oltre le mie aspettative, specialmente in ricordo delle mie prime stampe e delle conseguenti grandi delusioni. Ho chiesto al laboratorio la classica ed economica stampa 9×13, specificando che si trattava di foto dal formato quadrato (24×24). Le stampe si presentano così, con una banda nera al lato:

DSC05788

Tutto quello che ho fatto dopo è stato eliminare la banda con le forbici:

DSC05799

Ora le mie piccole foto quadrate sono pronte per essere appese, appiccicate sul frigo o finire dentro al cassetto:

DSC05800

Io le trovo adorabili! Quindi, ricapitolando, è tutto molto più semplice di quanto si pensi: la Diana Mini si comporta proprio come tutte le macchine 35mm standard, basta – per scrupolo – segnalare al laboratorio che la pellicola ha un formato particolare. Presto farò la prova anche con il formato half e vi farò sapere, magari utilizzando la LC-Wide, che ha le stesse caratteristiche.

Piccola raccomandazione che non mi stancherò mai di fare sulla Mini: quando si passa da un formato all’altro, meglio far avanzare la pellicola, altrimenti si rischia la sovrapposizione con lo scatto precedente, e quelli del laboratorio non si fanno molti problemi a tagliare i negativi. Io, per essere sicura, faccio anche due scatti a vuoto, con il tappo.

Ah!, un’altra dritta che c’entra poco con le stampe, ma è sempre utile tenere a mente: controllare che l’otturatore sia in posa N e non in posa B prima di scattare. Il selettore, purtroppo, tende a spostarsi facilmente verso la posa Bulb e il rischio della foto mossa è praticamente garantito.

Ho caricato le foto di questo post nel mio profilo Lomography, se siete curiosi di vederle. Alla prossima!

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25 Risposte to “La Diana Mini e le stampe in formato quadrato”

  1. Niki_la_bi aprile 11, 2013 a 11:03 AM #

    anche io ho la Diana mini e questo post è molto utile. io per esempio non le ho mai stampate da fotografo ma comunque ho avuto i miei problemi anche solo per lo sviluppo della pellicola. avevo portato a sviluppare un bel Lomography X Tungsten regalatomi da Pretty In Mad per una gita assieme a al mare e quando lo ho ritirato era stato brutalmente stagliuzzato facendomi perdere diverse foto…che rabbia. adesso ho cambiato fotografo, ovviamente, ma avviso sempre di non tagliare la pellicola.
    una salutone
    Ni

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    • holgamydear aprile 11, 2013 a 11:17 AM #

      Felice che ti sia stato utile il post! 🙂 Purtroppo all’inizio si fanno molti errori, ci siamo passati tutti. Per fortuna, poi, si impara e ci si sa spiegare meglio!
      Grazie di esser passata, Ni!

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  2. twtge aprile 11, 2013 a 11:23 AM #

    io si sa adoro la mini anche se è un po che non ci scatto. la foto della finestra è a dir poco spettacolare! ha una cromaticità (giusto?) bellissima! =)

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    • holgamydear aprile 11, 2013 a 11:53 AM #

      Grazie Lu! La pellicola era una economicissima negativa 200 iso del Rossmann! 😀 Adoro Berlino. ahahah

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  3. Minchi aprile 11, 2013 a 9:22 PM #

    Evviva la mini 😀

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  4. Ivan Petrovsky aprile 12, 2013 a 8:27 AM #

    Anch’io all’inizio ero tentato di comprare la mini, mi piaceva un sacco e pensavo che fosse molto più facile reperire i rullini. Poi ho visto che in giro è pieno di 120mm e così stavo per prendere la diana + quando ho trovato una diana originale anni ’60 a 3 €! Ovviamente ho lasciato perdere Lomography. 🙂
    Per quanto riguarda i laboratori non mi è mai capitato che tagliassero la pellicola, ma tendono a non stampare le foto che secondo loro hanno dei difetti (il che significa ritrovarsi pressappoco con 4 foto!). Io chiedo sempre di stampare qualsiasi cosa sia impressa sulla pellicola, non si sa mai.

    Ps: ho comprato lo scanner. 😉

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    • holgamydear aprile 12, 2013 a 8:31 AM #

      Evvivaaaa! Che scanner hai preso, poi? 😉
      Beh, hai fatto stra-bene a prendere la Diana originale, un giorno mi piacerebbe averla … ma non l’ho mai vista in giro.
      A me capita sempre, invece, che mi stampano tutto, ma la pellicola, purtroppo, viene tagliata da una macchina che non si mette a vedere se ci sono foto sovrapposte. Questo lo devo tenere a mente quando decido di fare qualche panorama in overlapping … meglio specificare tutto per bene, altrimenti mi ritrovo le foto tagliuzzate!

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  5. Ivan Petrovsky aprile 12, 2013 a 8:47 AM #

    Ero indeciso tra l’Epson v500 e il Canon 9000f, ma mi sono sentito più tranquillo con Canon. Adesso aspetto con ansia che me lo consegnino. 😀
    L’unica originale che ho visto in giro è proprio la diana che ho comprato io, probabilmente era destino perché l’ho trovata al mercatino delle pulci che fanno sotto casa mia! Devo dire che fotografare con questa macchina è pura gioia, su ebay ho comprato un clone sempre anni ’60, ma non è la stessa cosa..
    Ad ogni modo ti conviene chiarire prima col fotografo, io preferisco essere considerato un po’ matto ma avere tutte le mie schifezze belle stampate. 🙂

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    • holgamydear aprile 12, 2013 a 8:48 AM #

      Già, per ora è un po’ difficile chiarirsi in tedesco! 😀 Ma pian pianino …

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  6. Ellie aprile 12, 2013 a 5:16 PM #

    Da neo posseditrice di una Diana Mini, questo post mi è stato utilissimo! Soprattutto perché mi mancano solo pochissimi scatti per finire il mio primo rullino su questa macchina e non vedo l’ora di vedere i risultati – anche se so che probabilmente resterò un po’ delusa.

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    • holgamydear aprile 12, 2013 a 5:49 PM #

      Ci siamo passati tutti, non ti preoccupare! 🙂 Aspetto di vedere i tuoi risultati presto allora!

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  7. robert che vola, quiet photographer aprile 14, 2013 a 9:48 PM #

    Interessante! Ma un’altra macchina ora? No grazie, forse più tardi… E’ un po’ fuori argomento ma ho appena comperato anch’io uno scanner per il 6×6, rispolvererò l’Holga!
    robert

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  8. Wonderchiari aprile 24, 2013 a 3:55 PM #

    ahhaha io ho un costante rapporto di odio e amore con la diana mini! 😄

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  9. Bi aprile 25, 2013 a 9:18 AM #

    Io ho una holga da anni (va bé, ho anche una lubitel2, una lomo action sampler, una polaroid, una instax200, una yashica fr1, una 110 e le varie digitali che comunque uso poco rispetto all’analogico), prossimamente prenderò anche una diana mini…
    La holga l’ho usata in tutte le salse, con telaietti in cartoncino “faidaté” con le forme + svariate (sono amante dell’handmade in generale, quindi figuriamoci se non sfrutto questo amore in campo fotografico) ma ogni volta la stampa è una tortura!
    Fin tanto si tratta di 35mm classico, ok (anche se sono stati capaci di combinare casini assurdi ugualmente oltre che di graffiarmi interamente la pellicola) quando parliamo di 120mm ecco che cominciano i problemi (a partire dal fatto che se non lo specifichi chiaramente che devono rimanere quadrate, da soli non ci arrivano… e tendono sempre a tagliare come cavolo gli pare e col soggetto PERENNEMENTE AL CENTRO per la serie “chi ci crede nella regola dei terzi?”).
    Una volta ho chiesto di stampare i 35mm panoramici, quelli con i buchetti insomma… UN ORRORE!!!
    Nonostante avessi specificato l’intero procedimento di stampa (lasciate le bande nere sopra e sotto, stampate il fotogramma PER INTERO, per tutta la sua lunghezza e comprensivo di buchini), i geniacci del male (in realtà sono io che non comprendo il loro spirito creativo… sono una vera imbecille!) hanno pensato bene di stampare il fotogramma in 3 parti, facendo una stampa del lato sinistro, una stampa del centro e una del lato destro (i buchini li hanno esclusi comunque eh?) e io avrei OVVIAMENTE dovuto fare un collage delle 3 stampe sovrapponendole o tagliando e unendole con lo scotch (un lavoro pulito insomma): il risultato comprendeva ovviamente il pagamento del triplo delle foto… chiamali scemi!
    Quando mi sono rifiutata di pagare perché il lavoro che hanno fatto non era quello da me richiesto, hanno risposto con “eh ma non abbiamo il macchinario adatto!” e io lì ho capito che certa gente non dovrebbe farlo sto lavoro… perché se mi stampi da un 120mm, è impossibile che tu non abbia “il macchinario” (che, tesoro mio, se sei del mestiere lo sai che si chiama INGRANDITORE) per stampare un 35mm montato su una 120.

    Io ci ho perso le speranze!
    Mi faccio solo sviluppare le pellicole e per le stampe dovrò aspettare che in questa città qualcuno mi capisca e non mi proponga “in alternativa ad una macchina obsoleta” (‘gnoranti!) una supernuovissimacompattinadigitaleda60€ ._.
    Ho uno scanner piccolino per 35mm (serviva a mio padre per la digitalizzazione di vecchi rullini e diapositive) ma il risultato è penoso… e quando avrò un po’ di soldi da parte (quando risparmierò qualcosa non comprando infinite pellicole e macchine di cui mi innamoro perdutamente) prenderò uno scanner piano che scansiona anche i 120mm e ciao.
    Ma mi chiedo, non so se hai provato, la stampa da scansione di pellicola…. rende? o viene una schifezza????

    (va bé dai, ti dico pure questa ormai che ci sono: ho stampato una foto fatta con la reflex, bokeh estremo, un minuscolo fiorellino messo a fuoco in mezzo a taaaaaaaanto morbido bokeh *_* la tizia mi mostra la stampa e mi dice “ecco! peccato che la foto sia sfocata…” ._.
    TAGLIAAAAAAAATELE LA TESTAAAAA!!!)

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    • holgamydear aprile 25, 2013 a 9:33 AM #

      ahahah, mi hai fatto morire! 😄

      Lo so, è una dura battaglia con questi dei laboratori, la maggior parte non ha la più pallida idea di che cosa si stia parlando. Inoltre, mi è capitato più volte che facessero un tifo spassionato per il digitale e per la morte della pellicola. Non sai quanti sguardi di pietà ho ricevuto, come a dire “poraccia, questa ancora le foto in bianco e nero … ” (che sono sinonimo di tempi antichi, andati, che non torneranno mai più). Insomma ti capisco perfettamente. E capisco anche che se provi ad avvicinarti ai laboratori professionali (dove forse trovi un minimo di comprensione), ti spennano.

      La soluzione a questo strazio io l’ho trovata con lo scanner. 🙂 Quindi, te lo stra-consiglio, specialmente per il 120.

      Riguardo quello che mi chiedi, se le stampe da scansione di pellicola rendono, ti rispondo di sì, assolutamente sì (certo non sono quelle di un ingranditore, ma possiamo anche accontentarci visti i tempi che corrono …). Anche perchè nei laboratori dove portiamo a sviluppare le nostre pellicole, la stampa che fanno loro è – per ormai la maggioranza dei casi – in digitale, cioè è proprio la stampa della scansione. L’ingranditore ormai non lo usano più, purtroppo! Io ultimamente mi sono trovata bene perchè evidentemente questo laboratorio da cui mi servo ha uno scanner pazzesco e le scansioni sono ottime e, di conseguenza, anche le stampe. Prima di questo laboratorio, mi facevo sviluppare le pellicole, me le portavo a casa e le scansionavo con il mio modestissimo Canoscan 8800F e se c’era qualcosa che mi piaceva, portavo il file delle foto nella chiavetta e me lo facevo stampare. Quindi, se vuoi le stampe degli sprocket, panoramiche, 6×6, ecc, ti conviene scansionartele a casa e poi portarle in stampa.

      Se non sai a quale scanner affidarti, ne ho scritto qui: https://holgamydear.com/2011/08/16/scanner-per-negativi-che-fare/

      🙂 fammi sapere come va con queste benedette stampe.

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      • bichiovaro aprile 26, 2013 a 6:16 AM #

        Ho letto il post sugli scanner e in effetti avevo messo gli occhi sull’epson v500… già da quando è uscito, solo che costava un bel po’ e allora……
        Ho visto che i prezzi sono scesi nel frattempo, così come magari sono usciti nuovi modelli! Ma dell’epson v500 me ne ha parlato bene diversa gente (in effetti mi parlavano bene già del v300 che scansiona però solo i 35mm) e comunque, anche comprando un modello “fresco” adesso, tra un paio di anni sarebbe giá vecchio! Quindi farò finta di averlo comprato un paio di anni fa a buon prezzo 😛

        Per le castronerie dei laboratori, prima o poi le raccoglierò tutte in un libro che comprenderemo in pochi.

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        • holgamydear aprile 26, 2013 a 7:24 AM #

          L’Epson V500 è ottimo, come il Canon 9000F. Per il modello, infatti, non ti preoccupare. Io pure ho il Canon 8800F e mi ci trovo ancora benissimo e le differenze sono minime rispetto al 9000. Dai uno sguardo su Amazon, ogni tanto c’è qualche bella offerta per questi scanner. 😉

          Aspetto ansiosamente l’uscita del libro sui Laboratori di sviluppo. 😀

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  10. Frank ottobre 26, 2014 a 2:00 PM #

    Credevo fossero giocattoli…. adesso dopo un mese con una diana mini prestata da un amico ho deciso che inserirò questo fantastico strumento nei miei prossimi reportage, quelli più particolari e fuori dagli schemi. P.S sono un pubblicista e lavoro per alcuni giornali della mia città, complimenti per il blog, ti romperò le scatole a furia di domande ! ahahah 🙂 P.S. che pellicole consigli sia per colori molto “vivid” che per il B&W ?

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    • holgamydear ottobre 26, 2014 a 7:10 PM #

      Ciao Frank! Che bel lavoro dev’essere! Io son qui, quando vuoi! 🙂
      Per colori molto accesi, ti consiglio di provare un cross process con una diapositiva! In pratica, prendi una diapositiva, scatti e poi la fai sviluppare come fosse una normale negativa (in C41). Nel blog trovi un articolo a riguardo.
      Per il Bianco e Nero, invece, non ho grossi consigli. Prendi una pellicola che non sia troppo costosa (se trovi, prova una Foma 400), il risultato con una Diana Mini dovrebbe essere comunque interessante!

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  11. Frank ottobre 26, 2014 a 9:14 PM #

    Il periodo non è dei migliori ma in qualche modo tentiamo di resistere… anche rinnovandoci ! Ho scritto sotto il post della Diana Mini ma, in generale, sarei orientato (oltre alla mini per puro divertimento) ad acquisire una Lomo LC-Wide perchè, oltre ad essere più “professionale”, ti permette di realizzare tre diversi formati di foto. Par quanto riguarda la “Foma” , devo dire che apprezzo tantissimo la sua “grana” quindi ok ! 🙂 Vorrei sapere invece se secondo te potrei inizialmente ottenere dei buoni risultati con uno scanner Epson integrato nella stampate “Workforce 25100″… (le foto le faccio sviluppare in un lab di fiducia) . Proverò assolutamente la tecnica cross process anche perchè intendo proprio quella tipologia di “colori”. Ancora complimenti a presto !

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    • holgamydear ottobre 26, 2014 a 9:54 PM #

      Lo scanner in questione lo useresti per scansionare direttamente le stampe delle foto? Perché se vuoi scansionare i negativi, avresti bisogno di uno scanner piano per pellicole. Ne ho parlato qui.
      La LC-Wide è una macchina compatta interessante, il 17mm è un obiettivo molto particolare, a volte faccio fatica a domarlo! 🙂

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  12. Frank ottobre 28, 2014 a 2:13 PM #

    Si esattamente, diciamo che affrontare una spesa per uno scanner di negativi è un problema attualmente, poi non so magari torno ai vecchi tempi e scattando di più in pellicola compio una pazzia più avanti ma, attualmente, scansionerei direttamente le stampe. Il 17mm è particolare concordo, ma della LC-Wide trovo interessante soprattutto la possibilità di scattare a pieno formato.

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