Tecnica: lo shock del cross-process!

21 Ott

Il cross-process (abbreviato “x-pro“) è una tecnica di sviluppo delle pellicole dalla quale risultano colori piuttosto saturi e accesi. Le origini di questa tecnica non sono chiare; tuttavia, mi piace pensare ad un fotografo sbadato che, un giorno, sbagliò i chimici di sviluppo rimanendo piacevolmente sorpreso dall’ insolito risultato! Ma chissà …

Vediamo bene come funziona e di che cosa si tratta. Innanzitutto, perché si chiama “cross-process”? Quello di cui stiamo parlando è effettivamente un incrocio, uno scambio di chimici tra diversi tipi di pellicole. Forse un’immagine può aiutare:

Dallo schema vediamo, prima di tutto, che i due tipi di pellicola in questione sono la negativa e la positiva (o diapositiva che dir si voglia). In cosa si differenziano?

  • pellicola negativa: tipo di pellicola fotografica che si impressiona con i valori tonali invertiti rispetto all’immagine reale. In altre parole, se parliamo come in questo caso di pellicola a colori, ogni colore reale si impressionerà come il suo complementare. Si sviluppa in chimici C-41.
  • pellicola positiva: tipo di pellicola trasparente sulla quale si impressiona l’immagine. Si può osservare in proiezione. Si sviluppa in chimici E-6.

Dunque, in parole spicciole, questa tecnica consiste nello sviluppare una negativa come se fosse una positiva (in E-6) e una positiva come se fosse una negativa (in C-41). Con il cross-process, quindi, otterremmo la trasformazione di una negativa in una positiva e viceversa.

Fuji Provia 100 ISO cross-processata

 

Tutto qui? A prima vista, sembrerebbe proprio di sì, ma ritengo sia necessario chiarire alcune cose. Sebbene il risultato non sia sempre del tutto prevedibile, ci sono comunque alcune costanti. Per esempio, se utilizzassimo una pellicola negativa, il risultato dell’x-pro saranno immagini con una dominante giallo-arancio sulle alte luci e una dominante blu sulle ombre. Se invece provassimo con una diapositiva, i colori verrebbero molto saturi, dai contrasti molto forti. Inoltre, il risultato dipende molto anche dalla marca di pellicola che andremo ad utilizzare: la famosa Ektachrome (diapositiva) della Kodak ha una dominante gialla che in x-pro risulterà un blu; oppure la Velvia della Fuji (sempre diapositiva), che tende al verde, una volta processata risulterà tendente al rosso vivo.

Kodak Elitechrome 100 ISO cross-processata (By Chinasky1)

 

Bisogna dire, però, che il cross-process di una negativa non dà sempre degli ottimi risultati. I colori più scioccanti, infatti, vengono fuori soprattutto con le diapositive sviluppate in C-41. Tuttavia, alcuni sostengono che nel caso di pellicole negative che si vogliono sviluppare in E-6, è opportuno sovraesporre di 2 stop. In che modo1? Una pellicola 400 ISO, per esempio, dovrà essere esposta come se fosse una 100 ISO. Questa accortezza però si può applicare solamente nelle macchine che permettono di impostare la sensibilità delle pellicola, come la LC-A. Nel caso della Holga o della Diana (e nel caso della maggioranza delle toycamera), questo procedimento non può essere attuato. Per quanto riguarda, invece, una diapositiva sviluppata in C-41, si consiglia di sottoesporre di 1 stop: per esempio, una pellicola 100 ISO verrà esposta come una 200 ISO.

Questo procedimento che ho appena descritto dovrebbe garantire dei risultati ancora più scioccanti: colori veramente saturi, contrasti violenti e innaturali. Per onestà intellettuale, però, devo ammettere di non aver mai provato … vi farò sapere!

Kodak Elitechrome 100 ISO cross-processata (By Chinasky1)

 

Quindi, in definitiva, quando vorrete ottenere un cross-process, è necessario che specifichiate al vostro laboratorio di fiducia:

  • che pellicola avete usato (se positiva o negativa)
  • lo sviluppo necessario (se in C-41 o in E-6)
  • di non modificare i colori perché li volete proprio così … violenti!

Alcuni potrebbero farvi storie riguardo le diapositive sviluppate in C-41, per paura che il procedimento possa rovinare i loro chimici. Sebbene questa paura sia ingiustificata, non perdetevi d’animo e provate con altri laboratori.

Buon divertimento!

Kodak Elite Chrome EC 100 ISO cross-processata (By Leatherheart)

 

Note:

  • 1. Le pellicole presentano diverse sensibilità alla luce. Questa sensibilità viene misurata in ISO e/o ASA e ci permette di capire come deve essere esposta una pellicola. In altre parole, imposteremo apertura del diaframma e tempi di apertura dell’otturatore in base alla sensibilità (o velocità) delle pellicola. Quindi, le pellicole 25, 50, 100 e 200 ISO si dicono pellicole poco sensibili (o lente) in quanto hanno bisogno di più tempo per essere impressionate. Questo vuol dire che verranno utilizzate in caso di forte luce, per evitare che la pellicola si bruci. Le pellicole 400, 800, 1600 e 3200 ISO sono molto veloci, cioè più sensibili alla luce: per questo si utilizzano in condizioni di scarsa luminosità.

    Quando si dice “sovraesporre” o “sottoesporre” la pellicola di 1 o più stop, vuol dire “fare finta” che la pellicola in questione abbia un’altra sensibilità e impostare la macchina in modo che questa calcoli la coppia di tempi e diaframmi in base alla sensibilità scelta.

    • 2. Voglio ringraziare moltissimo Chinasky1 e Leatherheart per avermi gentilmente dato il permesso di utilizzare le loro foto a titolo di esempio. Grazie mille!
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    11 Risposte to “Tecnica: lo shock del cross-process!”

    1. byvons ottobre 23, 2010 a 12:42 PM #

      ineccepibile spiegazione.
      Come tu ben sai sto cercando di affinare questa tecnica(pellicola positiva sviluppo C41)
      In particolare la ricerca ,più che delle situazioni, dei possibili accostamenti di colori che troviamo in giro tutti i giorni, e vedere cosa succede estremizzandoli appunto con questo sistema .
      per adesso ho usato sempre la kodak elitecrome 100,ma sto vedendo in rete anche l’utilizzo dell’ Agfa precisa 100, ovviamente quando avrò il risultato ti farò vedere.
      Come appendice alla tua relazione , sarebbe utile infatti poter confrontare i risultati sulle varie pellicole.
      un altro dubbio: secondo te tutti i lab fotografici sono in grado di fornire lo stesso risultato?
      voglio dire io vado sempre nel laboratorio di quelli che in maniera industriale macinano di tutto dalla stampa su chiavetta allo sviluppo semplice su pellicola.
      chissà se un lab. professionale mi potrà dare le migliori prestazioni?
      Ah dimenticavo!
      vedo che comunque la tua grande passione sono i “PINOLI”
      a quando una relazione in merito?

      a presto prof.

      GIANFRANCO BIVONA

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      • holgamydear ottobre 23, 2010 a 1:42 PM #

        Ciao Gianfranco, grazie mille! 🙂

        Aspetto tue foto, allora! A proposito, oggi ho cercato di catturare i colori dell’autunno con la mia Lc-a, sottoesponendo di uno stop con una Elitechrome. Chissà cosa è venuto fuori.

        Riguardo ciò che mi chiedi sui laboratori fotografici non saprei risponderti. Probabilmente in un laboratorio professionale otterresti risultati migliori, ma bisogna vedere se non ti fanno storie per la questione dei bagni di sviluppo, come ho scritto nel post. Prova a chiedere, comunque! 🙂 Sicuramente, però, ti chiederanno un po’ di più rispetto a un laboratorio economico.

        Sì, i Pinoli (pinhole) sono una mia passione … molto divertente! Hai ragione, sai?, prossimamente ci scriverò sù! 🙂
        Grazie ancora
        Silvia

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    2. Leatherheart novembre 8, 2010 a 9:36 AM #

      ..grande Silvia.
      😉

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    3. Etrusco marzo 18, 2011 a 10:35 PM #

      Altro interessantissimo articolo

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    Trackbacks/Pingbacks

    1. (Sottoesposizione + x-pro) = stupore³ « Holga My Dear - febbraio 14, 2011

      […] cosa ho combinato con una diapositiva sottoesposta e cross-processata, come vi avevo promesso in un post precedente. Che ci posso fare?, lo sento come un obbligo nei vostri […]

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      […] essendo delle diapositive, la prima cosa che viene in mente ad un lomografo è: cross-process. Ed è quello che ho fatto anche io, non sapendo minimamente cosa aspettarmi. Ecco quello che ho […]

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      […] ai dati tecnici. Per il colore, ho optato per il cross-process. Nella Belair, ho usato la Lomography xpro slide 200 e nella LC-Wide, la bellissima Elitechrome. […]

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      […] 202 avrebbe fatto il suo dovere con il suo formato panoramico e una Agfa CT Precisa 100 da crossare in sviluppo. Devo dire che la scelta è stata particolarmente azzeccata, voi che […]

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