TWTGE the fashion issue

5 Apr

Avvertenza: questo è un post ad alto contenuto di gongolamento. Eh, lo so. Con tutto il trambusto del Photoshow, segnalo solo ora che sul nuovo numero di TWTGE, da pagina 190 a pagina 197, c’è una mia intervista sul progetto di PRAGUE IN LOW-FI! (Cliccate sulla copertina)

L’intervista è in inglese, ma la pubblico anche in italiano qui sotto. Vi invito caldamente a leggerla nella rivista, dove troverete anche tante bellissime fotografie inerenti al tema della moda, una simpatica guida illustrata su come NON utilizzare il flash e molto altro succoso materiale!

  • Ciao Silvia, presentati.

Ciao a tutti amici di TWTGE, mi chiamo Silvia Ianniciello, sono nata a Rieti nel 1986 e vivo a Roma, dove studio filosofia all’università La Sapienza. Sono appassionata di fotografia analogica e di toycamera, da più di un anno gestisco un blog che tratta proprio di questi argomenti, si chiama Holga my dear.

  • Come e perché è nato “PRAGUE IN LOW-FI”?

Il progetto PRAGUE IN LOW-FI è nato per caso, direi. Nel dicembre del 2010, io e il mio ragazzo avevamo in mente di fare un weekend a Praga durante il periodo delle feste. Per evitare di riportare a casa le solite foto-ricordo, ho deciso di mettere in valigia le mie toycamera preferite perché sapevo che mi avrebbero dato un risultato diverso, più personale.

  • Perché hai scelto Praga come tuo primo (ufficiale) progetto fotografico?

Devo dire che non è stata una scelta meditata. È semplicemente capitato di unire due delle cose che adoro di più in assoluto: fotografare e viaggiare. In quel momento la mia meta era Praga.

  • Che macchine fotografiche hai usato? Perché hai scelto queste macchine? E quali pellicole?

Ho usato la Holga 120 GN con la Fuji Neopan 400 e la Ilford FP5+; nella Lubitel 166U, invece, volevo ottenere l’effetto degli sprocket holes impressionati, così ho montato una 35mm Fomapan 400 (sì, porto sempre con me un rotolo di scotch isolante). Poi, nella LC-A ho messo una diapositiva da crossprocessare, una Fuji Velvia 100 esposta a 200. Ho scelto queste macchine proprio per enfatizzare l’atmosfera magica che si respira a Praga, in particolar mondo durante il periodo delle feste. Prima di partire mi ero informata su questa stupenda città e volevo riportare a casa almeno un po’ di quella sua strana magia; in più, sapevo di potermi fidare delle lenti in plastica.

  • Perché la scelta principale del bianco e nero?

Ho scelto il bianco e nero perché l’idea principale di tutto il progetto era che avrei fatto tutto da me: sviluppo delle pellicole e stampa in camera oscura. Lo sviluppo delle pellicole monocromatiche lo praticavo già da qualche mese, anche se non ero espertissima (come si può vedere da alcune sbavature), mentre la stampa non l’avevo mai fatta. Tuttavia, qualche mese prima mi ero procurata un ingranditore della Meopta con la testa per il bianco e nero, per cui la scelta è stata in questo senso obbligata.

  • E la  LC-A a colori?

La LC-A anche era un nuovo acquisto e volevo provarla a colori, con la tecnica del cross-process. Anche lo sviluppo della Velvia è stato fatto in casa con il kit C41 della Tetenal. Ho scelto il colore semplicemente per cercare di dare un po’ di vivacità al progetto. Le stampe della LC-A, però, le ho fatte fare in digitale poiché non ho proprio la possibilità di farmele da sola.

  • Per chi ne sa meno, cos’è il cross-process?

Il cross-process è una tecnica che consiste nello scambiare i chimici di sviluppo delle pellicole a colori. In pratica, una pellicola positiva che normalmente si sviluppa in E6, verrà sviluppata nel bagno delle pellicole negative, ovvero il C41; e viceversa. Questo tipo di tecnica aiuta ad avere colori iper-saturi, strani viraggi e gli effetti cambiano a seconda della pellicola utilizzata.

  • Per la polaroid che pellicole hai usato?

Sì, ho usato anche una polaroid. Ho portato con me la mia bellissima Sx-70 Sonar Onestep con dentro le Polaroid TZ Artistic. In quel periodo ancora non ero pratica con le pellicole dell’Impossible Project e mi fidavo di più del risultato delle TZ. Tuttavia, le polaroid che ho scattato sono diventate verdognole!

  • Cosa ne pensi delle pellicole dell’Impossible Project?

Penso che siano una svolta! Nel senso: mi rendo conto che sono pellicole difficili da utilizzare e che non sono economiche; tuttavia, sono totalmente innamorata della resa che sanno dare e cerco sempre di informarmi su come impiegarle al meglio. Per i lettori italiani, infatti, consiglio di seguire il forum di Polaroiders.it, dove tanti appassionati riportano le loro esperienze sull’utilizzo di queste pellicole in modo da condividere tutti i trucchetti giusti.

  • Cosa ti ha affascinato di più di Praga che la tua macchina fotografica non è proprio riuscita a tenere il click?

Di Praga mi ha affascinato il fatto che sembra che il tempo non scorra mai, che sia fermo. Sebbene ci sia il famoso orologio astronomico a scandire il passare delle ore, pare proprio che la città sia immobile. Passeggiando nei vicoli del centro, del ghetto ebraico o dentro il castello, la sensazione è quella di essere in un periodo non ben definito, in cui tutto può succedere o non accadere affatto. Non so se sono riuscita a renderlo nei miei scatti.

  • Qualche foto che ti sei pentita di non aver fatto?

Purtroppo quando ho visitato il Castello era in ristrutturazione il Vicolo d’oro, luogo particolarmente suggestivo, dove gli alchimisti cercavano la formula per trasformare il ferro in oro. Al numero 22 di quella stradina viveva anche un certo Franz Kafka … insomma, solo uno dei tanti motivi  per tornare di nuovo a Praga.
Se dovessi rifare tutto, comunque, alcune foto le farei in modo diverso. Uno degli aspetti positivi di questo progetto è stato vedere, a distanza di un anno, come è cambiato il mio modo di fotografare.

  • Qualche buffo aneddoto durante il viaggio?

Lo devo proprio raccontare? Va bene, ma probabilmente perderò in un attimo quel poco di credibilità che ero riuscita a guadagnare con queste risposte.
Appena atterrata a Praga, ero così eccitata di girare per la città che ho costretto Alessandro a posare le valigie in albergo e ad uscire. Mentre giravamo per la piazza della Città Vecchia, piena di bancarelle e chioschi dove servono il famoso prosciutto di Praga cotto sulla brace, ho urlato presa dall’entusiasmo: “guarda, un maiale che giraaaaaaaa!!” e boom, son caduta a terra per via del ghiaccio sulla strada. Ho preso una bella botta in realtà, ma non potevo fare a meno di ridere per la scena ridicola che, ahimè, ero riuscita a creare. Ogni tanto mi capita di fare queste pessime figure …

  • Visitato qualche negozio di fotografia?

Sì, uno soltanto ed era anche molto caro. Speravo tanto di potermi riportare a casa una vecchia gloria analogica, ma non ne ho trovate. Devo ammettere, però, che non ho cercato bene, ero molto presa a scattare le foto e sfruttare ogni minuto di luce!

  • Ora parliamo del ritorno, era la prima tua volta in camera oscura?

Sì, era la mia primissima volta in camera oscura. Non ne sapevo niente, non immaginavo minimamente che cosa significasse veder comparire l’immagine nella carta mentre è ancora immersa nel rivelatore. È  qualcosa di commuovente, è come se plasmassi la tua foto dal nulla.

  •  Cosa hai usato per lo sviluppo e  la stampa?

 Per lo sviluppo del BN ho utilizzato l’R09 One Shot in diluizione 1+50; per il colore il kit C41 della Tetenal; per la carta, invece, ho utilizzato l’Ilford Multigrade.

  •  Come hai ottenuto quella forte vignettatura e sfuocatura ai bordi e forti contrasti che ogni nuovo lomografo cerca e difficilmente ottiene?

 In realtà la sfocatura e la vignettatura sono un effetto tipico della Holga e delle toycamera in genere. Credo che però sia stato enfatizzato maggiormente dallo sviluppo del bianco e nero volutamente contrastato. Anche in stampa ho scelto di accentuare particolarmente i contrasti.

  •  Dopo i tuoi 2 articoli su twtge e questo progetto conosciamo tutti la tua passione per l’analogico, quindi ti faccio una domanda frequente nelle nostre interviste: pensi che il  digitale distrugga l’analogico o ne crei nostalgia e lo stia facendo tornare?

 Io penso semplicemente che siano due mondi diversi e che sia giusto che ognuno abbia la possibilità di scegliere il proprio mezzo per esprimersi o semplicemente per divertirsi. Non so se c’è un po’ di nostalgia per l’analogico, mi sembra piuttosto che il mercato si stia rendendo conto che esistono persone che prediligono la pellicola e altre che preferiscono il digitale e per questo si sta cercando di accontentare entrambe. È un po’ come un abito, ognuno sceglie quello che gli sta meglio addosso. Io, personalmente, preferisco l’analogico perché mi diverte moltissimo, soddisfa la mia voglia di creare qualcosa, di pasticciare, di modificare senza stare davanti allo schermo di un pc.

  •  Progetti futuri?

 Ho diverse idee che mi ronzano in testa, vorrei realizzarle tutte quante subito! Ma ci vuole pazienza, bisogna saper aspettare il momento giusto.

  •  Dove si possono vedere i tuoi progetti e foto?

 Principalmente sul mio blog e su Flickr; da un po’ di tempo sono presa dall’aggiornare spesso la pagina su Facebook.

  •  Ultima domanda, qualcosa che non ti ho chiesto o vuoi dire?

 Voglio solo ringraziare tantissimo la persona che mi sta affianco e che mi incoraggia in questa magnifica avventura. Senza di lui, non avrei potuto fare niente.

Ringrazio Luca Tommaso Cordoni per la bellissima impaginazione (le foto sembrano più belle di quel che sono!) e per avermi chiesto questa intervista. Spero di non aver annoiato nessuno con le mie risposte!

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12 Risposte to “TWTGE the fashion issue”

  1. lacinzietta aprile 5, 2012 a 8:38 AM #

    Ammazza, bella l’intervista, belle le foto e l’impaginazione, un bel lavoro davvero!

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  2. ale aprile 5, 2012 a 8:42 AM #

    grandeeeeeeeeeeeeeeee

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  3. Minchi aprile 5, 2012 a 9:36 AM #

    Adesso dovrò trattarti con RESPECT! Sei una VIP

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  4. paoladin aprile 5, 2012 a 6:10 PM #

    Gran bel blog! credo che ti seguirò molto spesso 😀 ne ho appena aperto anch’io uno, appena nato, piccino, se vuoi dare un’occhiata 🙂
    Stay lomo! 😀

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    • holgamydear aprile 5, 2012 a 8:09 PM #

      Ciao Paola, grazie mille!! Sono felice che ti piaccia, ti vengo subito a trovare! 🙂

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  5. robert quiet photographer dicembre 2, 2012 a 9:44 PM #

    E’ vero Praga è una città magica. E anche le tue foto…
    robert

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