Tag Archives: tecnica

Flower Lift

16 Ago

Eccomi a voi, quest’anno niente ferragosto, niente arrosticini, niente cocomero col vino, niente mare, sole e naso bruciato. Quest’anno, come sapete, sono a Berlino a studiare il tedesco. Ja, meine freunde … mi tocca! Come ho già scritto altrove, la lingua tedesca per me è un po’ come la Disco Music: la amo, poi la odio, poi la amo, poi la odio e poi … l’apprezzo. Ma sto facendo großi progreßi, meine freunde! Non solo, sono nel periodo in cui tutto di questa città mi piace e mi sembra nuovo ed eccezionale. Per dirne solo una, ogni domenica, vicino casa, c’è un mercatino meraviglioso al Mauerpark, pieno di gente che canta e balla e di bancarelle, dove ho trovato una Exa 1c, un libro favoloso di un fotografo tassista e un hamburger vegano che sapeva di frutta e cartone. Spero di potervene parlare presto!

Ma bando alle futili ciance, come promesso, pubblico la versione italiana del tutorial sul Flower Lift, che trovate nell’ultimo numero di TWTGE. Il tema della rivista è FLOWERS, per questo ho pensato di realizzare un lift con pellicole Impossible, aggiungendo – per l’appunto – un fiore come elemento insolito. Il procedimento è molto semplice da realizzare, l’importante è lavorare con la massima delicatezza. Quindi, fate un bel respiro e cominciamo. Continua a leggere

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Holgarama, prima prova: meh.

24 Gen

Vi ricordate tempo fa vi parlai degli “Holgarama“? Si tratta di una tecnica per fare dei panorami con una macchina non panoramica come la Holga – come suggerisce il nome – scattando in sequenza e sovrapponendo i fotogrammi in maniera regolare. Bene, vi avevo anche detto che avrei provato e che vi avrei raccontato l’esperienza.

Ho seguito il procedimento che avevo descritto precedentemente, cioè: ho tolto la mascherina dalla macchina, ho montato il mio rullo Fomapan 200 e ho messo il contapose su 16. Mi sono portata dietro il cavalletto, in modo da fare dei panorami dritti e precisi. Mi sono inoltre ricordata di scattare sempre da sinistra verso destra e ho fatto avanzare la pellicola seguendo i numeretti sul contapose. Tutto liscio come l’olio, ma quando ho tirato fuori la pellicola dalla tank, la prima reazione è stata: “meh“. Questi sono i risultati (cliccate sulle foto per vederle meglio!):

Castel Sant'Angelo - Fomapan 200 - R09 1+50

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Redscale, una tecnica da scoprire!

8 Set

L’estate sta finendo, il caldo se ne va … come non celebrare la fine di questa magnifica stagione con la tecnica che più si adatta ai suoi colori, alla sua luce e alle alte temperature? Sto parlando della tecnica del redscale!

Questa tecnica consiste nell’esporre sul retro dell’emulsione una normale pellicola negativa che, una volta rigirata, darà un particolare effetto di rossi intensi e suggestivi (da qui, “redscale“).

Le pellicole redscale sono facili da realizzare. Basta prendere il contenitore di un vecchio rullino vuoto e agganciare al contrario la pellicola nuova, riavvolgendocela dentro. Questa operazione è da fare al buio, ovviamente. Per chiarirvi le idee, leggete questo tutorial in italiano che ho trovato su flickr. Se invece pensate di non avere dimistechezza con il fai-da-te, esistono quelle belle e pronte targate Lomography e Rollei.

Il mio unico tentativo di redscale fatto in casa si è rivelato un fallimento perchè la mia estrema furbizia mi ha suggerito di montare la pellicola sulla pinhole di cartone. Ovviamente è stato un disastro: la pellicola non era ben tirata, dato che la pinhole è quello che è – poverina, non è colpa sua. Per onestà, vi faccio vedere ugualmente i risultati, ma sappiate che me ne vergogno un po’. Vabè … eccoli, non ridete:

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Tecnica creativa: l’image transfer con le Polaroid

6 Lug

L’altra domenica ho montato un pacco di Polaroid 125i silk scadute nel 2001 nella mia adorata Land Camera 320, con lo scopo di provare questa meravigliosa tecnica chiamata “image transfer“. Mi ha sempre affascinato, e si può dire che la mia mania per le Polaroid sia cominciata proprio con la curiosità di provare tutte le tecniche creative che la fotografia istantanea permette.

Quello che sto per fare è una sorta di mix micidiale di tantissimi tutorial letti in rete sull’argomento. Effettivamente l’image transfer non è una tecnica semplicissima, purtroppo si rischia di non riuscirci al primo colpo. Ma non fasciamoci la testa prima di aver provato.

Tutto quello che ci occorre è:

  • Pellicola Polaroid 125i o Polaroid 669
  • Ovatta
  • Alcool
  • Carta ruvida per acquerelli
  • Rullo per Adigraf o qualsiasi cosa che possa fare un po’ di pressione
  • Nervi saldi e sangue freddo

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(Sottoesposizione + x-pro) = stupore³

14 Feb

Ogni promessa è debito, si sa, e chi sono io per smentire cotanta saggezza? Per questa ragione non posso proprio non raccontarvi cosa ho combinato con una diapositiva sottoesposta e cross-processata, come vi avevo promesso in un post precedente. Che ci posso fare?, lo sento come un obbligo nei vostri confronti.

Ebbene, qualche mese fa ho deciso di montare sulla mia LC-A una kodak elitechrome 100 ISO e selezionare sulla macchina la sensibilità a 200. In altre parole, ho sottoesposto la pellicola di uno stop. Non solo, ma ho anche provato il brivido di sviluppare a casa la diapositiva in c-41.

Ora vi racconto come è andata …

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E guardo il mondo da un oblò: Holga Fisheye

26 Gen

Trovo che il fisheye  sia uno degli obiettivi più divertenti da usare in fotografia. Di questo se n’è accorta ovviamente anche la Lomography, che produce macchine fotografiche proprio con questo tipo di lente come caratteristica principale. Penso, tuttavia, che sia preferibile avere un obiettivo così particolare da usare solo all’occorrenza, invece di averlo come ottica fissa – come nella Fisheye One o nella più recente Fisheye No.2. Sono dell’idea che a lungo andare ci si stanchi di sfruttare sempre lo stesso effetto e soprattutto non credo sia un caso che la canzone Luna di Togni dica: “e guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’“.

A parte queste baggianate (…), circa tre mesi fa ho racimolato i soldi per comprarmi il fisheye per la mia amata Holga, proprio per provare il brivido dei 180°. Ma cos’è un obiettivo “fisheye” precisamente?

Holga Fisheye

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Come ricavare negativi dalle pellicole istantanee Fujifilm

21 Dic

Ho scoperto tempo fa una cosa divertente, facile ma anche utile andando a zonzo per la rete. Sto parlando della possibilità di ricavare i negativi dalle vostre istantanee scattate con le pellicole peel-apart Fuji.

Come ho già spiegato in precedenza, le pellicole chiamate “peel-apart” sono un tipo specifico di istantanee la cui particolarità è quella di dividere il positivo (o meglio, la foto stessa) dal negativo. Quest’ultimo, solitamente, viene buttato come scarto. Invece di gettarlo via, voglio proporvi un modo per poterlo riciclare e farne tutta un’altra foto.

fuji fp100c

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