Tag Archives: diana f+

zu Fuß durch Berlin – pt.VI – Auf wiedersehen

15 Mag

Eccomi qui, non avevo idea di quando avrei scritto questo post sull’ultima parte di un piccolo progetto che ho portato avanti in questi due anni in cui ho consumato le mie scarpe per le strade di Berlino e che ho per l’appunto chiamato zu Fuß durch Berlin (a piedi per Berlino). Non posso nascondere un po’ di nostalgia, sapete bene ormai quanto sia stata per me una città incredibilmente importante. Sono tornata in Italia da qualche mese e starò qui ancora per un po’, in attesa di intraprendere un’altra grande avventura di cui vi parlerò a tempo debito. Intanto, sto cercando di abituarmi all’idea di non abitare più su Pappelallee, di non avere più la Fernsehturm come bussola, di non sentire la mancanza del sole e di apprezzarlo in ogni suo istante di luce. Và che poesie che mi vengono fuori quando sono in preda ai sentimentalismi!

Ebbene, di esperienze intense come questa spero ce ne siano altre in futuro ma, quando se ne conclude una, è bene celebrarla, non trovate? Oggi vorrei fare proprio questo, dire Auf wiedersehen alla mia Berlino, con dei vecchi scatti fatti con la Diana e la Holga e pellicole 120 talmente scadenti che mi hanno stampato tutti i numeretti sulle foto. Non sono davvero niente di speciale e le avrei sicuramente scartate se avessi avuto la possibilità di scattarne delle altre. Purtroppo questo è ciò che mi è rimasto e ho deciso egoisticamente di pubblicarle. Se volete, ci sono i commenti per dirmi quanto sono brutte!

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Tutorial: mini softbox per il Flash+

14 Mag

Se pensate che a volte il flash della vostra Diana spari un po’ troppa luce, sovraesponendo i soggetti vicini facendoli diventare completamente bianchi, forse quello che sto per illustrarvi fa al caso vostro.

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Split filter per Diana? Mmm … forse no.

1 Mar

Ultimamente sto facendo un po’ di porcate, sperimento delle cose che non mi vengono per niente bene. Pazienza, ci sta. Ovviamente non vi risparmio nulla e vi mostro ugualmente i miei risultati. Sono sicura che siete tutti contenti, vero?

Oggi infatti voglio raccontarvi cosa è venuto fuori dall’unione tra l’image split filter della Holga con le lenti della Diana. In parole povere, non ho fatto altro che poggiare il filtrino della Holga sull’obiettivo della Diana, in questo modo:

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Confronti: Diana o Holga?

16 Feb

A grande richiesta (di chi?, non saprei) eccovi un’altra spumeggiante puntata di Confronti.

[parte la sigla]

Quest’oggi, vediamo le differenze (se ce ne sono) tra la Holga e la Diana, due macchine che si contendono lo scettro di regina della lomografia. Come sapete, lo scopo di questa rubrica è quello di cercare di aiutare un aspirante giovinotto che, piuttosto confuso, si accinge ad entrare nel mondo delle plastic lens. Ora, questo non toglie che poi si finisce per averle entrambe (conosco i miei polli) – (io sono un pollo, per dire).

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Avere una testolina bacata e una Diana F+

5 Dic

Qualche tempo fa, quando ancora c’era il sole e faceva molto caldo, a causa di alcune letture, ho deciso di prendermi la Diana F+. Qualcuno di voi direbbe: “ma hai già la Holga 120, cosa te ne fai?” E io risponderei immediatamente: è vero! Per questo motivo nella mia testolina bacata non era mai affiorato il pensiero di comprare la Diana F+. Tuttavia la curiosità ha avuto la meglio, soprattutto dopo aver sbavato su guardato attentamente alcune fotografie uscite fuori proprio da quelle lenti di plastica. E allora mi sono detta: diamo una possibilità alla Diana!

Ora, come immagino voi saprete, la Diana è considerata una delle toycamera per eccellenza, insieme alla mia amata Holga. Continua a leggere

Diana Multi-pinhole Operator: UN-DUE-TRE PINHOLE!

18 Ott

Ebbene sì, alla fine l’ho fatto. Mi sono presa la Diana Multi-pinhole Operator, più per capriccio che per altro (ultimamente non faccio che raccontarvi di quanto le mie mani siano bucate, sto rischiando di essere monotona, me ne rendo conto).

Si tratta della versione pinholica della famosa Diana F+. Come molti di voi già sapranno, anche la Diana F+ è dotata di foro stenopeico. Basta semplicemente togliere l’obiettivo e mettere l’otturatore in posa B, lasciandolo aperto il tempo necessario a impressionare la pellicola.

Diana F+ in modalità "pinhole"

Sapete tutti cos’è un foro stenopeico (pinhole), vero? In parole povere, si tratta di un minuscolo foro dal quale entra la luce (“pinhole“, infatti, letteralmente vuol dire “buco di spillo“). La particolarità è che la foto viene fatta senza l’ausilio di lenti, per cui è come avere a disposizione un diaframma estremamente chiuso: per questo, la profondità di campo è pressoché illimitata, tutto sembra essere a fuoco e  i tempi di esposizione sono mediamente lunghi. La cosa che più mi diverte delle macchine stenopeiche è che ci si può avvicinare quanto si vuole al soggetto!

Rispetto al pinhole della Diana, la Multi-pinhole possiede però una particolarità in più: è dotata di un selettore che permette di usare fino a tre fori stenopeici contemporaneamente. Questo vuol dire che l’immagine si può sdoppiare o anche “striplicare”, se mi passate il termine. Non solo, ma in dotazione ci sono 6 filtri colorati con i quali creare immagini ancora più particolari.

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Delirium tremens con Diana instant back!

21 Set

Oramai credo che sia chiara a tutti la mia passione per le foto psichedeliche. Così l’altra sera, per provare il mio ultimo acquisto dell’estate, ovvero la Diana F+ e l’instant back, ho fatto alcune foto ai miei amici che si prestavano decisamente alla situazione piuttosto surreale in cui ci trovavamo: un concerto di fine estate sponsorizzato dal Campari. Potete tutti immaginare come sia andata a finire.

Della Diana F+ ne parlerò prossimamente dedicandole interamente un post; oggi voglio parlarvi invece dell’instant back che mi aveva incuriosito parecchio vista la mia passione per la fotografia istantanea unita a quella per la lomografia. Ebbene, devo dire una cosa: mi ci sono divertita parecchio, e non solo a causa del Campari! Il punto è che questo dorso combina perfettamente il piacere di fare e di vedere immediatamente il risultato di una doppia esposizione, specialmente se fatta con il falsh colorato. L’unica nota negativa è l’errore di parallasse, con cui bisogna prendere un po’ la mano; ma andiamo con ordine.

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