Lubitel: solo per veri amatori

24 Ago

So bene che la Lubitel non può essere considerata una toycamera a tutti gli effetti, ma ci sono alcune caratteristiche che la fanno entrare di diritto nel mondo della lomografia.

Lubitel 166 Universal

La Lubitel, di fatto, è una biottica economica medio formato (120) costruita intorno agli anni ’50 dalla (per noi) ormai famosa azienda russa LOMO. In cirillico, “Lubitel” sta per Amateur, amatore. Di fatto, la macchina era destinata a tutti quei fotografi “della domenica” che non potevano permettersi corredi più costosi. Proprio per questo i materiali scelti per la Lubitel sono plastica e bachelite.

La lente di ripresa, tutto sommato, non è così mediocre come molti credono. Si tratta di una modestissima lente 75mm f/4,5 in vetro che può dare diverse soddisfazioni. Certo, non stiamo parlando delle lenti di una Rolleiflex, però si dà da fare.

Esistono diversi modelli della Lubitel. Sinceramente non so dire tutte le differenze, ma non credo ce ne siano molte al di là dei materiali di costruzione. Sicuramente i modeli 166 B e 166 Universal sono i più recenti e forse più affidabili. Tuttavia, anche i vecchi modelli hanno tutto il loro fascino vintage e con la loro corazza in bachelite sembrano più robusti. Io ho una Lubitel 166 Universal che, in teoria, dovrebbe avere anche la mascherina per il formato 6×4,5 (per questo si chiama “Universal”) ma non ce l’ho trovata. Niente di importante, in fondo questo è il bello (o il brutto) nel fare affari su internet o sulle bancarelle. Un consiglio che posso dare, prima di comprarla, è di assicurarsi che la ghiera di messa a fuoco non sia starata e che i tempi di scatto e i diaframmi siano corretti. Basta semplicemente aprire il dorso della macchina e farla scattare, controllando se tutto funziona. Altrimenti, se non vi fidate di questo tipo di acquisti, la Lomography ne ha rilanciato la versione leggermente semplificata, la Lubitel 166+, con il suo kit di accessori, come l’adattatore per le pellicole 35mm. Dico “semplificata” perchè la sostituzione dei diaframmi con i simboletti (nuvoloso, soleggiato, ecc) aiuta in qualche modo con l’esposizione, soprattutto se non si ha un esposimetro a portata di mano.

Nei mercatini e nei siti di vendita privata, la Lubitel 166 si trova ancora a ottimi prezzi, intorno ai 40-50 euro e spesso in condizioni eccellenti. Ancora a meno si trovano i vecchi modelli, come la Lubitel 2. La versione della Lomography, invece, ha come al solito un prezzo decisamente pompato e ingiustificato, nonostante gli accessori inclusi.

Dunque, per tutti questi motivi, la Lubitel viene spesso considerata una toycamera. In che cosa, invece, si differenzia dalle altre macchine lomografiche?

Sicuramente per la mancanza di praticità e immediatezza. La Lubitel è una TLR (twins lens reflex) o “reflex biottica”, la cui caratteristica principale è quella di avere due lenti: con la lente superiore si controlla la messa a fuoco e si inquadra la scena; la lente inferiore, invece, è quella che cattura l’immagine. Ora, per mettere a fuoco e inquadrare bisogna guardare attraverso il pozzetto o viewfinder che, nella Lubitel, non è effettivamente molto luminoso. Il pozzetto è collegato alla lente superiore e la difficoltà ulteriore sta nel fatto che la visuale è specchiata. Non solo, ma dopo aver inquadrato, bisogna scegliere la coppia diaframma-tempo di esposizione (magari con l’aiuto di un esposimetro) e poi finalmente scattare. Insomma, senza ombra di dubbio non è una macchina da “don’t think, just shoot“, ma è sicuramente una macchina da conoscere e studiare e con la quale esercitarsi per bene.

Per le caratteristiche tecniche della Lubitel 166, ho deciso di fare solamente un piccolo schemino, perchè on-line si trovano recensioni fatte molto meglio di quando possa fare io. Oooh, una volta tanto mi riposo!

  • lente: 75mm f/4,5
  • messa a fuoco: manuale
  • velocità otturatore: da 1/250 fino a posa B
  • diaframmi: da f/4,5 a f/22
  • Flash: nelle vecchie edizioni come la mia, non c’è la slitta hot-shoe. Nella versione della Lomography, invece, è possibile utilizzare anche l’ultimo flash, il Fritz the Blitz, donando alla macchina un look veramente retrò.

La Lubitel si comporta degnamente con qualsiasi tipo di pellicola.

Ilford FP4 plus

Ilford FP4 plus

Lomography film 400 ISO

Lomography film 400 ISO

Con la Lubitel si possono sperimentare anche tutte le tecniche lomografiche, come le multiple esposizioni, gli overlapping, gli sprocket holes. Per quest’ultimo metodo, tutto quello di cui avete bisogno è: il vostro modello di Lubitel, un po’ di scotch isolante, un rullino 35mm, forbici e un fazzoletto di carta.

Tagliate a metà il fazzoletto e piegatelo in modo da ottenere uno spessore di circa 1,5 cm. A questo punto, dopo aver infilato il rullino nella parte posteriore della macchina, incastratelo con i due pezzi di fazzoletto, così:

Cercate di centrare il rullino. Dopo di che, prendete il rocchetto della vecchia pellicola 120 e attaccate con lo scotch isolante la nuova pellicola, in questo modo:

Attaccatela per bene, mi raccomando. A questo punto, potete inserire il rocchetto al suo posto e tirare un po’ la pellicola:

Ora non resta che chiudere la macchina, forzando un po’. Una volta chiusa, ricordatevi di sigillare la finestrella contapose con abbondante scotch isolante, per non bruciare la pellicola 35mm che, a differenza della 120, non ha la carta protettiva:

Non siate parsimoniosi con lo scotch isolante, ok? Un’altra mia accortezza è quella di sigillare ulteriormente il dorso della macchina con altro scotch. Una volta, infatti, mi si è aperto il dorso e ho buttato metà pellicola. Sono cose che capitano, ma come di dice?, sbagliando si impara!

Et voilà, il gioco è fatto! Ora potete usare la vostra Lubitel normalmente. Per avvolgere la pellicola, io faccio fare di solito 1 giro e mezzo per i primi 10-12 scatti e poi proseguo con 1 giro solo. Oppure potete seguire questo semplicissimo trucchetto. Quando la pellicola è finita, dovete aprire la macchina in una stanza buia (mi raccomando!), togliere il rullino e riavvolgere la pellicola manualmente.

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37 Risposte to “Lubitel: solo per veri amatori”

  1. Alberto agosto 24, 2011 a 1:27 PM #

    Brava! Bella recensione!

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    • holgamydear agosto 24, 2011 a 1:44 PM #

      🙂 Grazie Alberto!

      ps: ho appena provato le close-up della Holga sulla Lubitel … mah!

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  2. flickrnauta (@flickrnauta) agosto 24, 2011 a 2:33 PM #

    Come sempre una recensione molto PROFESSIONALE…ottimo…YO!

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  3. jack kerouac agosto 24, 2011 a 2:38 PM #

    bella recensione! domani andrò ad un mercatino dell’usato e spero davvero tanto di trovare una bella lomo!!!

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  4. fabrizio agosto 24, 2011 a 4:58 PM #

    E brava Silvia, hai fatto di nuovo centro! Se non l’avessi già cadrei facilmente in tentazione. Le tue recensioni sono dei diavoletti tentatori!

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  5. dupalls agosto 26, 2011 a 7:31 PM #

    Ecco, come al solito capiti a fagiolo!
    Proprio ieri ne ho trovata una in un mercatino, ma il venditore russo/pollacco non l’ha voluta mollare per meno di 70 euro. Alla fine ho lasciato stare, quella somma, nonostante le ottime condizioni della macchina, non era giustificata secondo me.
    Ho fatto una cazzata?

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    • holgamydear agosto 26, 2011 a 7:38 PM #

      Evviva, capito a fagiolo!

      Naaaah, la ritrovi di sicuro e a meno. 🙂 Io la presi a 50 euro su ebay, ma si trova anche a 40-45.

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  6. sangue agosto 26, 2011 a 9:54 PM #

    Sono possessore di una Lubitel II, devo ammettere che, dalla tua recensione, dovrebbe risultare decisamente più robusta, in effetti è composta quasi esclusivamente di lamierino e da parti in bachelite, ma quasi tutte le parti mobili sono in materiale ferroso.
    Il dorso pare decisamente più resistente alle aperture casuali, mai capitate.
    Per contro è decisamente difficile trovare, si si trovare, il fuoco esatto con l’allineamento lente / vetro nel pozzetto, è decisamente più semplice utilizzare la scala metrica segnata sulla lente di messa a fuoco.
    Devo lavorarci ancora, ma penso che sia una macchina che potrà darmi molte soddisfazioni…

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    • holgamydear agosto 27, 2011 a 8:33 AM #

      Studiatela un po’ e scattaci qualche rullo, vedrai quante soddisfazioni! 🙂

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  7. Bh3o81 settembre 20, 2011 a 8:14 PM #

    Bellissima la Lubitel, è stata la mia prima macchina analogica, ed è stato anche amore a prima vista 🙂

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    • holgamydear settembre 21, 2011 a 8:48 AM #

      Ci credo benissimo!! 🙂 Come non innamorarsi della Lubitel?
      Grazie del commento e complimenti per il blog, ora me lo metto nel blogroll qui sotto! 😉

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  8. Riccardo gennaio 22, 2012 a 11:52 PM #

    Bellissima l’idea che hai linkato per sapere quanto girare la manette, anche io facevo 1,5 giri e poi sempre meno fino a farne 1 solo ma si speca pellicola, costruirò quel robino per sentire i tic per non sprecare spazio prezioso.

    Io sulla mia non metto nessuno spessore intorno al rullino 135, ci sta precisissimo non si muove neppure di 1 mm una volta incastrato con la molletta che nasce per tenere in tensione la pellicola 120.

    Però devo dirti che la pellicola l’hai caricata in modo poco intelligente, io quando ho usato un rulllino 135 nella mia lomo sul rocchetto ho attaccato con lo scotch un pezzettino di carta che ho portato fino alla pellicola e ho anche li attaccato con un pezzo di scotch di carta. Risultato non ho sfilato dal rocchetto neppure un singolo mm di pellicola e ho risparmiato una decina di cm!

    Allego 2 foto fatte nel dicembre 2011 con lomo lubitel 166b e kodak gold 200 scaduta dal 2005

    Arona: http://www.clikon.it/index.php?module=image:member&method=view&key=id%3D660550

    Nebbia a Fara Novarese: http://www.clikon.it/index.php?module=image:member&method=view&key=id%3D662360

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    • holgamydear gennaio 23, 2012 a 9:42 AM #

      Ciao Riccardo, grazie mille del consiglio e complimenti per le belle foto! 🙂

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  9. italida marzo 11, 2012 a 10:13 AM #

    AAAaaaaAAAAaaaaAAA!! Ma io ti adoro!! è esattamente quello che stavo cercando!!!!!!!!!

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  10. giorgio agosto 12, 2012 a 9:20 PM #

    ciao, ho anche io la lubitel 166 B, ha la slitta x il flash, ma io la uso solo come appoggio x il flash YONGNUO 565, collegato col cavetto pc-sync da entrambi i lati.
    la mia lubitel poi ha 2 nottolini di aggancgio per il rullo 120, nella parte inferiore, e da come vedo nella tua mancano.
    proprio ogi ho deciso (prima di leggere questo post) di mettere il rullino 135, ma io ho messo 2 bloccheti di gommapiuma dura sui lati, poi ho costrutito un rettangolo col nastro nero e la carta gommata da carrozziere per oscurara il foro contapose dalla parte interna, e dall’esterno per doppia sicurezza ho messo il nastro isolante nero.
    poi ho fatto un segno con lo smalto per unghie sulla manopola, e cosi mi regolo x avanzare: faccio 1 giro e 3/4. in pratica corrisponde a circa 17 sprockets… considera che sulla lubitel ne ruba 15 il fotogramma; in ogni caso meglio averne qualcuno in +…
    comunque complimenti per il blog…
    io sono su fotografismo.altervista.org…. se ti va vieni a trovarmi…
    ciaoooo

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    • holgamydear agosto 13, 2012 a 7:33 PM #

      Ciao Giorgio, grazie dei complimenti! Ognuno ha il suo metodo per mettere un 35mm su una macchina medio formato! 🙂 Ti vengo a trovare volentieri, buon divertimento con gli sprocket!

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      • giorgio agosto 14, 2012 a 9:54 AM #

        ciao a tutti…
        anzitutto grazie holgamydear della risposta.
        In secundis; non avevo visto il commento di Riccardo… la prossima volta lo farò anche io a mettere la striscia di carta in partenza.
        Ora vedo quanta pellicola ho sprecato, poi mi regolerò di conseguenza… ho visto che bisogna saltare 17 fori per essere sicuri di non toccare il fotogramma precedente (forese costruirò un contapasso a cicalino elettronico.
        ciao.
        by giorgio (fotografismo.altervista.org)

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  11. Carlotta novembre 11, 2012 a 11:36 PM #

    Ciaooo!! Prima di tutto complimentissimi per la recenzione!!moolto detagliata! Ma veniamo al dunque!ho trovato in un mercatino a budapest una lubitel 2 con la scrittina in russo!fantastica completamente intatta e con custodia per 50 euro!volevo sapere che pellicole montarci e dove trovarle!il tipo ha detto che funziona e non vedo l’ora di usarla!le vorrei trovare in bianco e nero! C’è speranza?? Hellllpppp mee!!

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    • holgamydear novembre 12, 2012 a 1:20 PM #

      Ciao Carlotta! 🙂 Certo che c’è speranza! Allora, prima di tutto, ottimo affare, brava. 😉
      Per le pellicole, hai bisogno di quelle 120, dette anche “medio formato”. Si presentano così.
      Allora, le puoi prendere i diversi posti: puoi provare in qualche laboratorio che sviluppa le pellicole (e visto che sei là, chiedi anche se te le sviluppano); puoi provare ad acquistarle su internet. Personalmente ti consiglio questi due siti: http://www.westernphoto.it e ars-imago.com
      Qualcosina dovresti trovare anche alla Fnac oppure alla Lomography di Milano oppure nel loro shop online (ma è molto costoso): http://shop.lomography.com/

      Appena lo ritrovo, ti linko un post dove c’è un elenco molto utile di vari siti dove acquistare le pellicole. Tuttavia, come ho scritto più sopra, assicurati che nella tua città ci sia un laboratorio che le sviluppi e che non ti chieda un’esagerazione. Fammi sapere, ok? 🙂

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      • Carlotta novembre 13, 2012 a 3:50 PM #

        Ciao!!!! *_* ho trovato un fotografo qui (pescara) che mi ha venduto un rullino kodak 120 mm bianco e nero (per 7,50 euro) !! mi ha detto che le sviluppa pure 😀 😀 😀 ci vogliono però un paio di giorni!! inutile dirti che ho già iniziato a scattare! adoro averla in mano ❤ e fra l'altro mi ha detto che essendo formato 6×6 ne verranno 12 in tutto! non vedo l'ora di vedere che cosa uscirà ( fra l'altro quando ero a Budapest ho trovato una mostra fotografica di Vivianne Maier! e li ho perso la testa per quel gioiellino che aveva in mano..spero di fare qualcosa di buono anche io!! chissà! per ora mi diletto con un olimpus trip 35 , una d90 nikon e il mio bellissimo nuovo acquisto! se ti va guarda qualcosina sul sito che sto cercando di creare 😀 mi farebbe piacerissimo!! grazie per la risp!!! ciaoooooooooo

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        • holgamydear novembre 14, 2012 a 5:03 PM #

          Bene, sono felicissima per te, Carlotta! 🙂 La mostra di Vivian Meier dev’esser stata bellissima!
          Buon divertimento, allora! Per qualsiasi dubbio, son qua! 😉

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  12. Nicola febbraio 24, 2013 a 9:52 PM #

    ciao! ho comprato una lubitel su ebay e tra pochi giorni mi arriverà, almeno spero.
    questo post mi sarà utilissimo per caricare le 35mm. ma una cosa non mi è chiara, magari per voi è palese ma per me, un neofita dell’analogico è un dubbio enorme. (: come si fa a riavvolgere un rullino senza macchina fotografica???

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    • holgamydear febbraio 25, 2013 a 1:36 PM #

      Ciao Nicola, intendi per riavvolgere il rullino 35mm? Devi farlo al buio (mi raccomando): apri la macchina, prendi il rullino e lo riavvolgi piano piano a mano! Quando è tutto riavvolto, puoi accendere la luce 😉 e portarlo al laboratorio. Per qualsiasi problema, dimmi pure.

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  13. paolo capitini milano maggio 9, 2013 a 2:00 PM #

    incredibile! è stata la Lubitel 2 la mia prima macchina fotografica… mi fu regalata da mio padre probabilmente per evitare che gli usassi la Rolley o la yashica Mat… mi fu di grande aiuto per fare esattamente l’opposto di come viene usata oggi: pensare le foto prime di farle… consumai, sviluppai e stampai kilometri di pellicola… la resa migliore era con la 125 asa se ricordo bene… la 400 sgranava troppo e le inferiori imponevano il cavalletto.. non l’ho mai usata invece col colore e non ne intuisco la resa.
    Va a onor del vero detto anche che era già obsoleta 40 anni fa… era un pezzo di tecnologia russa da tritacarne felicemente costruita sfruttando gli stabilimenti della zaiss passati ai tedeschi dopo la divisione della germania… Un suo specifico problema derivava proprio da questo: essendo costruita in un acciaieria invece che in un laboratorio il rischio era di trovarsi in mano esemplari con problemi di produzione… ma per il bianco&nero se la macchina era un esemplare perfetto, potevi competere con le rolleyflex… aveva tutto: lentino di ingrandimento nel mirino a pozzetto, mirino sportivo, attacco per treppiede, due filtri con alloggiameno, custodia in simillastica e attacco syncro per il flash… un vero frutto del socialismo industriale made in URSS…
    Andando a memoria poi mi sembra che il problema non era usarla per le doppie esposizioni ma casomai evitarle: dovevi ricordare di far avnzare la pellicola prima di riarmare l’otturatore… ma sto andando a memoria e quindi potrei sbagliarmi
    Grazie per i 5 minuti passati a pensare alla mia adolescenza^^
    Paolo Milano

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    • holgamydear maggio 9, 2013 a 9:09 PM #

      Grazie a te, Paolo, per aver condiviso questo bel ricordo! 🙂 La Lubitel 2 non l’ho mai usata, non so se le lenti siano le stesse identiche della mia 166Universal. Comunque non sei il primo che mi riferisce che è sempre stata considerata una biottica piuttosto modesta e tuttavia ottima per imparare. Io devo essere sincera, la adoro e non me ne vorrei mai separare. 🙂

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