Photoautomat: 5 minuti per un souvenir in bianco e nero

12 Set

Sono tornata da Berlino da una settimana ormai, un mese è passato veramente troppo in fretta. E’ stata una bella avventura ma, cari miei (è un po’ di tempo che vi appello con questo “cari”, spero non vi dispiaccia), l’avventura più grande deve ancora cominciare.

Questo post però non vuole essere nostalgico! Anzi, voglio parlarvi di una cosa che durante il mese passato mi ha preso assai e sulla quale ho speso un po’ troppi soldi (come al solito) ma mi ha fatto divertire come una matta. Mi riferisco al famoso Photoautomat, che magari molti di voi già conoscono, specialmente se hanno già visitato città come Londra, Amburgo, Firenze (anche Firenze!), Vienna e – ovviamente – Berlino. Devo ammettere la mia ignoranza, non lo conoscevo affatto e per me è stata una vera scoperta: si tratta di un macchinario piuttosto rumoroso e ingombrante per fare fototessere. Niente più, niente meno: 4 scatti. 2 euro. 5 minuti.

Ma dov’è la particolarità del Photoautomat? Sta nel fatto che è totalmente analogico! Le quattro fotografie sono in bianco e nero (schwarz-weiβ – e poi non dite che non sto imparando il tedesco) e quando escono dalla fessura puzzano un po’, ma hanno un gran fascino.

Questi macchinari sono sparsi per quasi tutta la città e spesso sono pieni di baffuti hipster dagli occhiali con montatura spessa. La fila si crea perché ci vogliono almeno 5 minuti, che, se ci pensate, oggi sembrano un’eternità. Ma questo è solo un piccolo “prezzo” da pagare per avere in cambio quattro foto che, come recitava la scritta che ho trovato su uno di questi Photoautomat, dureranno per più di 50 anni (!) – al contrario di quelle digitali. Inoltre, sono un bel ricordo da portare a casa da un viaggio, non trovate?

È divertente entrare nella cabina, sedersi, tirare la tendina e fare facce stupide e pose plastiche, da soli o in compagnia di amici o magari con il/la vostro/a squinzio/a. Io ho fatto un mix e più ne facevo, più ne volevo fare. Ecco quello che ho combinato:

Cercando un po’ di informazioni sul Photoautomat per questo post, ho trovato che Franco Vaccari, stimato fotografo modenese, nel 1972 alla Biennale di Venezia presentò nella sala di esposizione a lui dedicata, una cabina Photomatic, pregando i visitatori di scattarsi le 4 foto e di appenderle alle pareti. Alla fine della Biennale, le vere opere d’arte in esposizione erano proprio quelle foto scattate dal pubblico della mostra. Con questo esperimento, Vaccari ha cercato di dimostrare che l’opera d’arte è come un organismo vivente che reagisce all’ambiente in cui è posta dall’artista e il rapporto con il fruitore non è più univoco e passivo. Di qui, l’idea che l’arte possa essere rivoluzionaria, uno strumento di mobilitazione delle masse (vabè, ho detto questo per far fruttare i miei studi in filosofia, così mio padre è contento).

Insomma, se vi capita una gita in qualche bella città, riportatevi a casa un originale souvenir in bianco e nero, in fondo bastano solo 5 minuti.

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LC-Wide – Lomography Xpro Slide 100 @ 200 – xpro

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14 Risposte to “Photoautomat: 5 minuti per un souvenir in bianco e nero”

  1. Minchi settembre 12, 2012 a 9:38 PM #

    Cioè hai una maglietta con una Holga? Sei troppo lo-fi nerd. ‘sta cosa della Photoautomat mi ha ricordato le mie foto da bambina. Sì, papà mi portava in stazione e io mi facevo le fotografie. Ti dico solo che stavo senza denti davanti 😀

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    • holgamydear settembre 13, 2012 a 7:46 AM #

      😀 bella Minchi senza denti davanti!
      La maglietta l’ho presa da Elvis Lives tempo fa, in un delirio di nerditudine.

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  2. lacinzietta settembre 13, 2012 a 2:04 AM #

    Io ne voglio uno anche a Boston, ecco!!

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  3. frühling design settembre 13, 2012 a 1:12 PM #

    adoro! qui a Madrid c’è un bar indie-chic-shock pieno di hipster irritantissimi, ma la cabina è il suo punto di forza che ti fa dimenticare i soggetti attorno!

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  4. La Lele settembre 13, 2012 a 5:31 PM #

    nuooo, non ne avevo idea! a Firenze ci devo troppo andare!!!

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  5. blustela settembre 13, 2012 a 8:30 PM #

    Mi ricordano le foto tessere dei miei nonni, tutt’altro che serie! Sono il tocco di classe per le bacheche analogiche del salotto! 🙂

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  6. Dario Lucarelli (@_dlucarelli) settembre 28, 2012 a 5:08 AM #

    La dirò una cosa brutta…ma c’è la versione digitale per iPad del photoautomat! Che tu sappia, si può acquistare una cabina del genere???

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Trackbacks/Pingbacks

  1. Moin Moin, Hamburg! | Holga My Dear - aprile 1, 2014

    […] Photoautomat ad Amburgo è in orizzontale, ma la stupidità è sempre quella. (io e […]

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  2. Si ricomincia! Nuova vita a San Francisco | Holga My Dear - luglio 28, 2014

    […] subito spacchettato le mie amate foto del Photoautomat, presto le appenderò in […]

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