Cosa diavolo è questa “lomografia”?

29 Set

Tutto è iniziato quando nel 1991 due studenti viennesi, Matthias Fiegl e Olfgang Stranzinger, trovarono in un mercatino di Praga alcune macchine fotografiche marcate LOMO (ЛОМО́), nome di un’industria russa attiva durante il periodo del comunismo. LOMO, infatti, è l’acronimo di Leningrad Optical & Mechanical Union (Ленинградское оптико-механическое объединение). I due studenti rimasero incuriositi e affascinati dagli effetti che queste lomocamere erano in grado di realizzare, come la vignettatura e i colori estremamente saturi.LOMO

Così entrambi presero un aereo diretti a San Pietroburgo, dove chiesero il permesso di poter distribuire e diffondere il verbo della lomografia. Da qui prese piede la mania per questo tipo di sperimentazione fotografica. In effetti, l’unica cosa di cui si è certi, scattando con una lomocamera, è che non si può prevedere cosa ne uscirà fuori.

La Lomografia significa cavalcare il momento, catturarlo al volo con il tuo strumento lomografico preferito… è infiltrazioni di luce, spigoli scuri sulle tue immagini e colori forti, saturi, brillanti… è una serie di immagini cariche di emozioni e ricche di vita1.

La lomocamera per eccellenza è la LC-A, la cui sigla è l’acronimo di LOMO KOMPAKT AUTOMAT. Fanno parte del corredo di un buon lomografo, anche: la biottica Lubitel, la Smena e la Diana.

Lomo Smena 8m

Da questo stile creativo è nata una vera e propria community, chiamata The Lomography Society, la cui fame di sperimentazione l’ha portata a modificare le vecchie lomocamere e a relizzarne un’intera gamma di nuove (come per esempio le multilente), diversi accessori e lenti, sottolineando in questo modo l’aspetto ludico e poco ortodosso della fotografia.

Alle basi della Lomografia ci sono le famose 10 regole d’oro:

  1. Porta sempre la tua lomocamera ovunque tu vada
  2. Usala sempre sia di giorno che di notte
  3. La lomografia non è un’interferenza nella tua vita ma ne è parte integrante
  4. Scatta senza guardare nel mirino
  5. Avvicinati più che puoi
  6. Non pensare ma scatta
  7. Sii veloce
  8. Non preoccuparti in anticipo di quello che verrà impresso
  9. Non preoccuparti neppure dopo
  10. Non ti preoccupare di queste regole

Come si può vedere, questo decalogo di non-regole è un inno alla casualità. Di fatto, molti tendono a riassumere tutte le regole nel motto: “don’t think, just shot“, cioè “non pensare ma scatta”.

Spesso, però, questo atteggiamento di estrema imprevedibilità e di mancanza di consapevolezza della macchina che si sta maneggiando, sponsorizzato dalla Lomography, può portare a nulla di concreto. Leggo spesso, nei vai forum, persone che si lamentano: “come mai la mia lomocamera fa foto così normali?“; oppure: “Ho scattato un rullino intero e non si salva neanche uno scatto!” e così via. Quello che mi preme dire è semplicemente che non si può pensare che la fotografia sia solamente qualcosa di casuale. In fotografia ci sono regole, esposizioni, tempi, diaframmi, che vanno compresi e applicati. La casualità può funzionare, ma ciò avviene molto raramente. Per cui, anche una semplice lomocamera deve essere prima di tutto capita e poi gestita. Solo in questo modo ci si può veramente divertire.

Note:

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Una Risposta to “Cosa diavolo è questa “lomografia”?”

Trackbacks/Pingbacks

  1. LOMO LC-A o LC-A+? « Holga My Dear - novembre 24, 2010

    […] news fresca fresca per parlarvi un po’ della LC-A, la macchina lomografica per eccellenza, ricordate? LOMO […]

    Mi piace

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